Sesto omicidio dall’inizio dell’anno a Roma. Il movente potrebbe essere l’affidamento di un bambino

ROMA, 22 FEBBRAIO ’12 – Scorre ancora sangue nelle vie della Capitale dove, lo scorso martedì pomeriggio, Marco Zioni, 37 anni, è stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola, sparati sembra da un solo uomo che poi è scappato, mentre si trova a a bordo di un utilitaria nel quartiere di Montespaccato, in via Guido di Montpellier. Le indagini sul sesto omicidio dall’inizio dall’inizio del 2012 a Roma hanno portato gli inquirenti a credere che il movente sia un litigio tra due famiglie che si contendono l’affidamento di un bambino di dieci mesi, figlio di una coppia di giovanissimi romani, un ragazzo di 18 e una ragazza di 20 anni. I Carabinieri sarebbero quindi sulle tracce di tre persone: il padre del bambino, un parente e un amico che al momento risultano irreperibili. Il 37enne quindi dopo l’ennesimo litigio scoppiato per l’affidamento del piccolo avrebbe lasciato l’appartamento dei familiari ma, una volta sceso in strada, è stato ucciso. Zioni è morto poco dopo il ricovero in gravissime condizioni al Policlinico Gemelli, dove era stato accompagnato da un meccanico con la propria automobile.

ELEONORA DOTTORI

D: Le liti tra le famiglie per l’affidamento del bambino possono essere considerati futili motivi?

R: No, direi di no. Sarebbero eventualmente lo sconfinamento di un malessere personale e familiare che ha mosso l’animo delittuoso.

D: Il comportamento delle tre persone ricercate ma irreperibili potrebbe aggravare la loro posizione?

R: Il nostro ordinamento considera “latitante” il soggetto che si sottrae volontariamente ad un ordine di carcerazione per una pena definitiva o, nel caso di indagati,  ad una ordinanza applicativa di misura cautelare custodiale (compresi gli arresti domiciliari)  o dell’obbligo di dimora. La latitanza non costituisce un autonomo reato ma è un’aggravante qualora nel periodo di latitanza si commettano altri reati e si differenzia dall’evasione che invece consiste nel fatto che in quest’ultima ipotesi la restrizione della libertà personale è già avvenuta ed il soggetto si sottrae ad essa. Inoltre mentre lo status di latitante deve essere dichiarato con apposito provvedimento dopo che le ricerche effettuate dalla polizia giudiziaria risultano infruttuose, per l’evaso ciò non serve.

AVV.TOMMASO ROSSI

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