Sequestrati a Gioia Tauro 300 chili di cocaina purissima

 REGGIO CALABRIA, 8 GIUGNO ’12 – Maxi sequestro di droga questa mattina al porto di Gioia Tauro dove la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha rinvenuto 267 panetti di cocaina purissima all’interno di nove borsoni neri, nascosti in tre container sistemati nel mercantile Msc Poh Lin. Quasi 300 chili di roba purissima destinata, probabilmente, al mercato del Nord Italia e che avrebbe fruttato 11 milioni di euro se venduta all’ingrosso, addirittura 60 milioni se al dettaglio. L’operazione condotta al porto di Gioia Tauro dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura di Palmi, si inserisce in un contesto di indagine più ampio: l polizia infatti è riuscita a individuare la droga eseguendo controlli accurati e grazie ad uno scanner in Dogana ha potuto individuare i tre borsoni presenti nel container. Questa operazione va a confermare l’importanza strategica del porto di Gioia Tauro nelle rotte dei traffici illeciti tanto è vero che dall’inizio dell’anno sono già stati sequestrati poco meno di 700 chili di cocaina proveniente da diversi posti del Sud America.

ELEONORA DOTTORI

D: Quali reati si ravvisano? Nei confronti di chi si procederà?

R: Per ora verrà aperto dalla Procura competente un procedimento penale a carico di ignoti poi e ciò avviene in tutti casi in cui le forze dell’ordine danno notizia al magistrato di un reato compiuto, viene iscritto alla Procura della Repubblica un fascicolo d’inchiesta in cui confluiscono tutti gli atti d’indagine. Se vi sono sin da subito uno o più soggetti indagati come responsabili del fatto, il fascicolo viene iscritto a loro carico, altrimenti – come in questo caso specifico – il fascicolo viene inizialmente iscritto contro ignoti. Se poi entro 6 mesi dalla data di commissione del fatto la persona (o le persone) responsabile del reato risulta sempre ignota, il Pubblico Ministero chiede al Giudice per le Indagini Preliminari che il procedimento sia archiviato, salvo i casi in cui viene chiesta l’autorizzazione a proseguire le indagini oltre il termine di sei mesi.

L’ipotesi di reato ravvisabile è quella di traffico di sostanze stupefacenti che è prevista dall’art. 73 del DPR 309/1990 che punisce una serie di condotte tra cui anche quella di importazione, esportazione, acquisto, ricezione a qualsiasi titolo o comunque detenzione illecita si sostanze stupefacenti o psicotrope. Inoltre punisce, sempre con una pena della reclusione da 6 a 20 anni e con la multa da 26.000 a 260.000 euro, chiunque, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella prevista dalla legge in materia.
Qualora poi venga accertato che la gestione di tale traffico era in mano ad una vera  e propria organizzazione, si potrebbe ravvisare il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’art. 74 Dpr 309/’90 prevede che quando tre o piu’ persone si associano allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti dall’articolo 73 (spaccio di sostanze stupefacenti), chi promuove, costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione e’ punito per cio’ solo con la reclusione non inferiore a venti anni. Chi partecipa all’associazione e’ punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.La pena e’ aumentata se il numero degli associati e’ di dieci o piu’ o se tra i partecipanti vi sono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se l’associazione e’ armata la pena, nei casi indicati dai commi 1 e 3, non puo’ essere inferiore a ventiquattro anni di reclusione e, nel caso previsto dal comma 2, a dodici anni di reclusione.

 AVV.VALENTINA COPPARONI

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