Sequestrate in Corea pillole per l’impotenza contenenti resti di feti umani

SEOUL 10 MAGGIO ’12 – L’ ultimo fermo risale ai giorni scorsi e in tutto sono circa 17.500 le capsule sequestrate alla dogana fra Corea del Sud e Cina, destinate a curare chi abbia problemi di impotenza sessuale, poiché restituirebbero vigore a chi le assume. Costerebbero circa 40 euro l’una e sarebbero vendute nei negozi di medicina orientale ed in alcune erboristerie, ma chi ha proceduto ad analizzare il loro contenuto è rimasto scioccato, poiché le pillole sarebbero costituite per il 95% da resti di feti umani polverizzati. Da quanto è emerso, in Cina vi sarebbe un vero e proprio mercato nero di feti di donne che abortiscono e di corpicini di bambini nati morti: medici ed infermieri corrotti sarebbero direttamente in contatto con le aziende produttrici del macabro farmaco, informandole sugli avvenuti aborti. Successivamente i feti sarebbero comprati e mantenuti in frigorifero, per poi essere ridotti in polvere attraverso speciali forni a microonde. La polverina ottenuta, sarebbe poi miscelata con altre polveri vegetali per contraffare l’originario contenuto delle pillole che vengono così ricavate e messe sul mercato, eludendo i controlli sanitari alle dogane.
Dopo la macabra scoperta, sia le autorità coreane che quelle cinesi, sono restate sconvolte, oltre ad essere assai preoccupate per il rischio che le pillole vengano commercializzate anche su internet: il Ministero della Sanità cinese ha fatto sapere di aver già avviato le indagini sulla vicenda e di voler collaborare con la polizia per verificare i fatti, poiché la normativa cinese qualifica come speciale e non ordinario lo smaltimento di feti o placente umane dagli ospedali, classificandoli come ‘resti umani’ e sottoponendoli ad appropriato regime di controllo. Fra l’altro, le pillole risulterebbero altamente pericolose perché contaminate da ‘ superbatteri. Le capsule sono già state definite ‘ pillole dell’orrore’.

A.D.

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