SENIGALLIA, 15 APRILE ’12 – Singolare episodio quello accaduto nella notte tra venerdì e ieri, ai danni dell’oratorio del Duomo di Senigallia. Un uomo, con ogni probabilità con l’intento di rubare, ha divelto la porta dell’oratorio sfondandola a calci. Poi una volta riuscito ad aprirsi un varco e penetrare all’interno del locale, è scappato via senza prendere nulla. Forse una bravata, forse il ladro non ha trovato nulla di valore da trafugare o forse, è stato ‘illuminato’ da un ripensamento dovuto al luogo di culto in cui si trovava e in cui stava per rubare. Fatto sta che quando il sacerdote, ieri, ha rinvenuto la porta divelta ha dato l’allarme ai carabinieri, che si sono messi sulle tracce del responsabile. Immediate indagini hanno portato gli inquirenti a individuare dopo poche ore il presunto responsabile del danno: si tratta di un pregiudicato di Senigallia, 37enne e tossicodipendente. Anche se non ha rubato di fatto nulla, l’uomo è stato denunciato per tentato furto aggravato.
TALITA FREZZI
D: In che consiste l’accusa di tentato furto aggravato?
R: Il furto consiste nella condotta di chi s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri. In questo caso credo che l’aggravante sia consistita nella violenza sulle cose (l’autore del tentato furto ha divelto a calci la porta). La pena prevista è la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 309 a 1.032 euro.
AVV.TOMMASO ROSSI

