Scoperti e arrestati cinque falsi ciechi a Pescara

PESCARA, 23 DICEMBRE ‘11 – Davano indicazioni a chi gliele chiedeva, passeggiavano tranquillamente in città, salivano le scale con facilità e uno di loro, addirittura con il bastone bianco, si è recato alla Asl di Pescara dove ha ritirato un certificato controllandone il contenuto. Eppure si dichiaravano ciechi. In cinque, età media 70 anni, sono finiti in manette per tuffa ai danni dello stato. La Guardia di Finanza di Pescara ha raccolto prove inconfutabili: foto e filmati, frutto di numerosi pedinamenti, che dimostrano inequivocabilmente che queste persone ci vedono benissimo. Si parla di una truffa di circa 200 mila euro visto che queste persone avevano diritto, in quanto considerati ciechi totali, ad una pensione di invalidità e all’accompagnamento. L’operazione delle fiamme gialle pescaresi, guidate dal colonnello Mauro Odorisio, è partita nel 2009 allo scopo di stanare possibili truffe. Si è partiti controllando in tutta la provincia ben 180 persone che risultano cieche, il cerchio si è quindi stretto ad una cinquantina di individui fino ad arrivare ai cinque arrestati questa mattina. Sul web circolano già alcuni video della Guardia di Finanza che non lasciano alcun dubbio, si vedono queste persone riconoscere la linea dell’autobus da prendere, attraversare la strada senza problemi e coprirsi gli occhi per proteggerli dal sole.

ELEONORA DOTTORI

D: Si ipotizza il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, quali pene sono previste?

R: Il reato di truffa punisce chi, con artifici o raggiri, induce taluno in errore procurandosi un profitto con altrui danno ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
In questo caso, poi, la truffa è in danno dello Stato, quindi si versa nell’ipotesi aggravata punita con la pena della reclusione da 1 a 5 anni oltre la multa.


D: I medici che hanno visitato i falsi ciechi e concesso loro la pensione cosa rischiano?

R:Se risulterà che erano al corrente e hanno formato falsamente la documentazione, potranno rispondere in concorso del reato di truffa, qualora si dimostri un personale indebito vantaggio. Oppure potrebbero rispondere per falso ideologico commesso da parte del pubblico ufficiale, cioè per aver certificato fatti o situazioni non veritieri in un documento che però è e rimane autentico dal punto di vista formale.

D: Queste persone dovranno restituire le somme indebitamente ricevute per la falsa invalidità?

R: No, non è mai previsto nel nostro ordinamento penale l’obbligo di rendere indietro i soldi indebitamente percepiti. Le uniche armi a disposizione dei giudici, in questi casi, si hanno nel non concedere un eventuale patteggiamento richiesto senza che l’imputato abbia provveduto a risarcire chi di dovere ovvero a subordinare la sospensione condizionale della pena all’obbligo delle restituzioni.

AVV.TOMMASO ROSSI

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