Sciopero tassisti:lotta ad oltranza 

ANALISI GIURIDICA DELL’EMENDAMENTO SALVA UBERdella Dott.ssa Fratini Fedora

Da Roma a Milano per poi proseguire a Napoli e a Torino: ormai da qualche giorno i tassisti scioperano contro l’emendamento Lanzillotta-Cociancich al decreto Milleproroghe, approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, che determinerebbe una completa liberalizzazione del settore e l’avanzata incontrollata del fenomeno Uber, fondata nel 2009, che ha cominciato ad operare a San Francisco nel 2011 .

L’emendamento di cui sopra prevede una proroga al 31 dicembre 2017 del termine per l’emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente e, dunque, l’eliminazione del principio di territorialità del servizio di trasporto non di linea.

Ciò comporterebbe ripercussioni negative sull’assetto concorrenziale del mercato, che da un lato vedrebbe completamente liberalizzato il settore del trasporto tramite Ncc (Noleggio con conducente) e dall’altro manterrebbe un segmento regolato come quello del servizio taxi, a spese di quest’ultimo.

La diatriba tra taxi e Ncc risale a qualche tempo fa e si è inasprita con l’arrivo di Uber e l’introduzione dello smartphone.

La società californiana ha, infatti, realizzato un business sulla possibilità di prenotare un’auto tramite app; mentre i tassisti si appellano alla legge quadro del 1992, che, a loro giudizio, non verrebbe rispettata, mettendo, così, gli Ncc in concorrenza diretta rispetto al servizio dei taxi.

In effetti, viene sospesa l’efficacia di un articolo della legge quadro del 1992, che contiene un codicillo per cui gli autisti di Ncc dovrebbero tornare alla propria autorimessa fra un servizio e l’altro.

La norma, tuttavia, è del 1992, quando i telefoni cellulari erano roba per pochi e da allora ne è stata costantemente rimandata l’applicazione.

La legge quadro era già stata rivista nel 2010 (al Governo c’era il centro-destra, sensibile alle istanze dei tassisti) ed evidentemente sin dai primi anni Novanta il legislatore italiano si era accorto di aver immaginato una normativa fuori dal mondo.

Il sindacato, tuttavia, chiede lo stop della protesta, in quanto starebbe arrecando danni irreparabili alla categoria, ma i tassisti non ne vogliono sapere.

Moltissimi utenti, proprio a causa dello sciopero dei tassisti, sono stati, infatti, costretti ad utilizzare gli Ncc ed hanno scaricato l’applicazione Uber, che gli stessi tassisti dicono di voler combattere e ai quali, invece, stanno girando tutti i loro incassi.

Negli ultimi giorni, inoltre, si sono verificati numerosi episodi di aggressioni nei confronti di conducenti Uber, presi di mira dai tassisti con lanci di uova e danneggiamenti ai veicoli.

Da un lato, dunque, l’abusivismo a causa del quale è costretto a pagare anche chi effettua il proprio lavoro in modo del tutto legale; dall’altro lato la normativa del 1992, troppo datata e, infine, il fenomeno Ncc (e, dunque, Uber) ormai incontrollabile.

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