Scarcerato Lele Mora dopo un anno di reclusione per motivi di salute

MILANO, 6 AGOSTO ’12 – Lele Mora lascia il carcere milanese di Opera dove si trovava dal 20 giugno 2011 per bancarotta fraudolenta della LM Management per un totale di 8 miliardi e mezzo di euro. L’agente dei vip aveva patteggiato 4 anni e 3 mesi ma dopo un anno circa di detenzione ha lasciato il penitenziario per motivi di salute. Mora avrebbe perso 50 chili e sarebbe depresso per questo motivo il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Roberta Cossia, lo ha rimesso in libertà dopo aver avuto con il detenuto un colloquio. Approvata quindi l’istanza di scarcerazione con sospensione dell’esecuzione della pena che i legali dell’agente avrebbero presentato unitamente alla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. Lo scorso gennaio il gup aveva rigettato la richiesta di scarcerazione dopo aver visionato i risultati della perizia psichiatrica. Per Mora non è escluso l’affidamento in prova come volontario presso le strutture della comunità di Don Mazzi, come chiesto dallo stesso agente che alla stampa avrebbe dichiarato di voler essere chiamato semplicemente Gabriele visto che il Lele apparso per anni sulle riviste di gossip non ci sarà più.

ELEONORA DOTTORI

D: In cosa consiste l’affidamento in prova ai servizi sociali?

 R: E’ una misura alternativa alla detenzione che può essere disposta quando la pena (anche residuo di maggior pena) è inferiore a 3 anni.

L’istituto è regolamentato dall’art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario e consiste nell’affidamento del condannato al Servizio Sociale, fuori dall’istituto di pena, per un periodo uguale a quello della pena da scontare, sottoposto ad una serie di prescrizioni e di verifiche periodiche da parte dei servizi sociali, ma di fatto libero. All’esito della prova, se il Tribunale di Sorveglianza esprime una valutazione positiva dell’andamento, la pena si considera interamente espiata..

I detenuti per reati associativi possono essere ammessi all’affidamento ai servizi sociali solo se collaborano con la giustizia o laddove la collaborazione risulti impossibile e comunque siano stati acquisiti elementi tali da escludere l’attualità del collegamento con l’associazione.

D: Che significa che c’è una sospensione dell’esecuzione della pena?

R: In questo caso si tratta di sospensione dell’esecuzione carceraria in attesa della decisione del Tribunale di Sorveglianza. La difesa del soggetto, infatti, può chiedere unitamente alla richiesta di misura alternativa che il magistrato di sorveglianza decida sulla sospensione dell’esecuzione laddove il protarsi dello stato detentivo in attesa della decisione del Tribunale comporti un grave pregiudizio alla persona.

AVV. TOMMASO ROSSI

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