Scarcerato il corvo, ‘voleva aiutare il Papa a fare pulizia nella Chiesa’

CITTA’ DEL VATICANO, 22 Luglio 2012 – E’ durata quasi due mesi la detenzione di Paolo Gabriele, il presunto corvo dei segreti vaticani, all’interno della Gendarmeria, nella quale era stato rinchiuso a seguito del presunto furto di documenti segreti di Benedetto XVI. Il giudice istruttore Piero Antonio, dopo l’interrogatorio di ieri, ha ritenuto opportuno accordare il beneficio della libertà provvisoria all’ex maggiordomo del Papa. “Sono venute meno le esigenze istruttorie per la permanenza dell’imputato in stato di arresto” ha comunicato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana.
Paolo Gabriele (46) potrà dunque ritornare a casa dalla sua famiglia, ma non potrà avere contatti con l’esterno: ogni visita dovrà essere autorizzata dal giudice. I legali di Gabriele , Carlo Fusco e Cristiana Arru, hanno comunicato che l’uomo è stato molto collaborativo fin dai primi momenti facendo chiarezza sugli atti che lo hanno coinvolto. Nel suo comportamento, dicono i legali, Gabriele è stato sempre mosso dal desiderio di un atto di aiuto e di amore verso il Papa. “Un atto mosso da motivazioni ideali, di carattere interiore”. Il movente potrebbe essere addirittura la volontà di “aiutare il Papa a fare pulizia nella Chiesa”, aggiungono gli avvocati. Sembra che per il furto di documenti ,Gabriele non abbia ricevuto alcun compenso né beneficio personale indiretto. Tuttavia, l’ex maggiordomo ha intenzione di chiedere il perdono del Papa per la fiducia tradita.

Nei prossimi giorni, il procedimento arriverà ad una svolta: il Giudice Bonnet dovrà decidere se prosciogliere o rinviare a giudizio Paolo Gabriele per il reato di furto aggravato. I legali credono che sia più probabile un proscioglimento, ad ogni modo si dicono pronti ad affrontare il processo. Inoltre resta sempre la possibilità di un provvedimento papale di perdono.

CLARISSA MARACCI

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