Scappano in auto dopo il colpo in un bar e uccidono un 28enne. Arrestata una quarta persona

MILANO, 15 MARZO ’12 – Il cerchio si è chiuso. Gli agenti del Commissariato di Quarto Oggiaro hanno arrestato Pierino Levancovich, nomade di 23 anni, quarto ed ultimo componente della banda che il 9 giugno del 2011, dopo aver messo a segno un colpo in un bar tabacchi di via Mambretti, si era data alla fuga a bordo di una Bmw centrando in pieno l’auto di Pietro Mazzara, 28 anni, morto sul colpo. I nomadi dopo il colpo, inseguiti dalle volanti degli agenti di polizia, stavano percorrendo l’incrocio tra via Cogne e via Arsia, con obbligo di dare precedenza. La Bmw però non ha rallentato neanche per un attimo e, stando alle immagini dalle telecamere di sorveglianza, avrebbe abbassato o spento le luci prima di centrare in pieno la Citroen C3 guidata da Pietro Mazzara che viene sbalzato via dall’abitacolo. I fotogrammi delle telecamere avevano permesso di inchiodare due dei quattro nomadi a bordo della Bmw, si tratta di minori che sono stati arrestati subito, e di identificare un terzo componente bloccato lo scorso mese di settembre. Mercoledì mattina il quarto rom che mancava all’appello è stato fermato all’interno del campo nomadi di Muggiano. Gli agenti, seppure in borghese e a bordo di un’auto civetta, sono stati accolti da una fitta sassaiola dai nomadi che volevano impedire l’arresto. Salvatore Mazzara, il padre di Pietro, ha commentato la notizia con queste parole: “Sono solo contento per mio figlio. Adesso troverà pace e tranquillità”.

ELEONORA DOTTORI

D: Come si procederà nei confronti degli indagati?E di quelli minorenni?

R: Anzitutto la competenza per i maggiorenni sarà della Procura della Repobblica, mentre per i minori della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, che resterà competente per il processo anche quando nel frattempo i minori compiranno 18 anni.

L’accusa potrebbe essere di omicidio colposo aggravato dal fatto di averlo commesso con violazione delle regole del codice della strada e per garantirsi l’impunità di un altro reato (la rapina precedente). Oppure addirittura di omicidio volontario nelle forme del c.d. Dolo eventuale, di cui spesso abbiamo parlato, che sussiste laddove una persona si rappresenti l’evento mortale e ne accetti il rischio. In termini di pena la differenza sarebbe notevole.

AVV.TOMMASO ROSSI

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