Scandalo Coca Cola: la multinazionale continuerà a ordinare arance da Rosarno per la produzione della Fanta

ROSARNO, 7 MARZO ’12 – Qualche giorno fa Fatto & Diritto si era occupato dello scandalo sulle arance di Rosarno (http://www.fattodiritto.it/le-arance-di-rosarno-raccolte-da-immigrati-sfruttati-la-coca-cola-blocca-le-ordinazioni/) e della preoccupazione del Sindaco Elisabetta Tripoli per il paventato blocco delle ordinazioni da parte della Coca Cola. Oggi, la nota positiva: la Coca Cola continuerà ad utilizzare arance italiane per la produzione della Fanta.  Le polemiche divampate, a seguito dell’inchiesta del periodico britannico “The Ecologist”, sullo sfruttamento degli immigrati negli agrumeti di Rosarno avevano alimentato le voci di un possibile stop alle forniture dalla Calabria, ma ora sembra che l’allarme sia rientrato: i vertici della nota multinazionale americana hanno rassicurato l’Italia nell’incontro con il ministro delle Politiche agricole Mario Catania. ”Abbiamo chiesto a Coca Cola di rimanere sul nostro mercato e l’azienda ci ha assicurato che intende farlo e che intende continuare a comprare in Italia tutte le arance che sono necessarie alla produzione dei soft drinks che vengono commercializzati dall’impresa in Italia”, ha detto Catania al termine dell’incontro con la delegazione della Coca Cola Company. Presenti Salvatore Gabola, direttore generale degli Affari pubblici per l’Europa, Alessandro Magnoni e Sara Ranzini, della direzione Comunicazione della multinazionale. ”La multinazionale non lascia Rosarno – ha aggiunto Catania – e i produttori della Piana di Gioia Tauro, anzi, ho appreso con soddisfazione che ci sarà, in futuro, un incremento nell’acquisto di succhi concentrati dalla Calabria e dalla Sicilia. Oltre a ciò, negli anni a venire, sarà adottata una contrattazione pluriennale tra le aziende, che darà modo ai soggetti a tutti i livelli della filiera di avere la necessaria serenità, senza il bisogno di rinegoziare annualmente prezzi e quantitativi”. ”Sarà comunque necessario – ha precisato il ministro – uno sforzo di tutti, delle Istituzioni, delle Organizzazioni agricole e delle imprese, per rafforzare la filiera agrumicola meridionale, salvaguardando un reddito adeguato per gli agricoltori e corrette condizioni di lavoro per i salariati”. “A tal fine il ministero riunirà quanto prima tutti gli attori della filiera per porre le condizioni di una crescita durevole del settore. In questo quadro – ha concluso Catania – giocherà sicuramente un ruolo positivo la nuova normativa varata dal governo sulle relazioni commerciali all’interno della filiera, che prevede contrattazioni scritte e tempi certi di pagamento”.

FEDERICA FIORDELMONDO

 

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply