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Sarah: strangolata con una cinta, ma non da Misseri

Posted by on lug 6th, 2012 and filed under Italia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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TARANTO, 6 LUGLIO ’12 – Sarah Scazzi fu uccisa con una cintura sottile, ma non dallo zio Michele Misseri. Il medico legale Luigi Strada, testimone al processo sull’omicidio della quindicenne di Avetrana, non ha dubbi. I segni sul collo della piccola vittima sarebbero secondo il medico legale “inequivocabili”, inoltre Michele Misseri che si era più volte auto accusato dell’omicidio della nipote nel garage dell’orrore, avrebbe mostrato agli inquirenti e anche in aula una eccessiva confusione nella ricostruzione del delitto. Elementi importanti, emersi nel corso dell’ultima udienza al Tribunale di Taranto.
La deposizione di Valentina Misseri.
Nel corso dell’udienza, davanti al presidente della Corte d’Assise Cesarina Trunfio, e’ stata ascoltata anche Valentina Misseri, figlia di Michele e Cosima Serrano, sorella di Sabrina. La ragazza, sposata, vive a Roma. Non c’era quando Sarah, la cuginetta piccola, scompariva nel nulla. Non c’era quando la sorella e la madre venivano arrestate con le accuse di aver ucciso Sarah e di averne gettato il povero corpo in fondo al pozzo, in contrada Mosca. Le domande del giudice mettono in difficoltà Valentina, che nonostante avesse poca confidenza con il padre (“io con papà parlavo pochissimo”) avrebbe detto che una volta tornato a casa dal carcere, il padre le avrebbe raccontato tutto su Sarah. La sua verità: come e perché l’aveva uccisa, come l’aveva trasportata in località Mosca per poi gettarne il corpo in quel pozzo dove mesi dopo e’ stata ritrovata. Valentina in aula avrebbe dipinto il padre un bugiardo cronico, ma si sarebbe dichiarata fermamente convinta che invece su Sarah le abbia detto la verità. “Sono convinta che sia stato mio padre a uccidere Sarah”, ha detto. Eppure, dalle perizie sembra emergere un Michele Misseri non colpevole dell’omicidio.
Il medico legale e le foto del ritrovamento.
Momento intenso quanto crudo, la testimonianza del professor Strada, che ha spiegato al giudice le modalità del ritrovamento di quel che rimaneva della piccola Sarah Scazzi in fondo al pozzo dell’orrore in contrada Mosca. Una spiegazione tecnica, scientifica, fredda. Accostata alle brutali immagini del cadavere di Sarah proiettate sullo schermo. Immagini terrificanti, scorse davanti agli occhi di mamma Concetta Serrano. Le ha guardate tutte, in silenzio, quelle foto orribili. Non ha detto nulla, non ha mostrato cedimenti, la mamma dal cuore spezzato dal dolore. Non e’ invece riuscita a guardare quelle foto la zia, Cosima Serrano, sorella di Concetta. Secondo la perizia del medico legale l’arma del delitto sarebbe senza dubbio una cintura, larga all’incirca due centimetri e mezzo (mentre lo zio della vittima ha sempre parlato di una corda o di una cintura più larga). Non potrebbe essere stato Misseri a uccider Sarah in quel garage della loro abitazione, perche’ non sapeva quale fosse l’arma del delitto e poi perché nella ricostruzione dello strangolamento, simulato in carcere servendosi di un foulard e dello stesso Strada improvvisatosi ‘vittima’, Michele Misseri non sapeva in che modo annodare al collo della vittima quell’arma improvvisata. Emerge anche che i segni sul collo di Sarah sono incompatibili con la simulazione di strangolamento con la corda fatta da Michele. Nella perizia il medico legale spiega inoltre che “è stato impossibile, viste le condizioni del corpo, stabilire se vi fu effettivamente violenza sessuale”.
TALITA FREZZI

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