Sanremo: maltrattamenti e violenze in una casa di riposo. 7 arresti, ai domiciliari la moglie di un senatore.

IMPERIA, 19 GENNAIO ’12 – Quando la violenza colpisce gli indifesi diventa ancora più insopportabile, inammissibile, odiosa. Dopo le scioccanti storie di maltrattamenti negli asili nido, ora è la volta degli anziani. Nella casa di riposo “Borea” di Sanremo i soprusi erano all’ordine del giorno: gli anziani venivano picchiati e insultati, strattonati violentemente, presi per i capelli, legati ai letti e abbandonati in condizioni igieniche da far paura. Così, dopo le denunce dei familiari, è scattata l’operazione “Acheronte” (letteralmente il “fiume del dolore”, uno dei fiumi infernali della tradizione dantesca), che ha portato all’arresto di sette persone per maltrattamenti gravi e reiterati abusi ai danni dei pazienti. Quattro operatori sociosanitari e due infermiere dipendenti della cooperativa “Airone” sono sono stati arrestati e condotti in carcere. Mentre la presidente della Fondazione e direttrice del centro, Rosalba Nasi, si trova agli arresti domiciliari. La Nasi, 58 anni, è originaria di Mondovì, abita a Sanremo ed è la moglie dell’avvocato penalista e senatore Pdl Gabriele Boscetto. In particolare, la donna è accusata di non aver denunciato i gravi abusi perpetrati sugli anziani pur essendone a conoscenza.

Video-choc. Le indagini della Guardia di Finanza erano già scattate l’estate scorsa. Ma negli ultimi tre mesi gli inquirenti sono voluti andare a fondo della questione piazzando telecamere nascoste all’interno del pensionato-lager. Per settimane gli agenti delle Fiamme Gialle hanno osservato le immagini sconcertati, poi pubblicate in rete, dei maltrattamenti subiti dagli anziani e alla fine sono scattati all’azione. Ora per lo scempio alla casa di riposo del terrore, oltre ai sette arrestati, ci sono anche otto indagati.

Morti sospette. Contestualmente all’operazione, sono inoltre intervenuti anche quattro medici della Asl per verificare le condizioni di salute e di vita dei 42 anziani ospiti. Nel periodo 2005-2006 si sono perfino registrate due morti sospette. Si tratta di due donne: una morì a seguito di un ictus dopo un ricovero dovuto a gravi ferite alla testa. Un’altra è deceduta dopo aver ingerito una massiccia dose di farmaci. Il sostituto procuratore Maria Paola Marrali, titolare delle indagini, ha però chiarito: “Oggi non è facile stabilire se le vittime fossero già in condizioni fisiche pregiudicate, o se invece vi possa essere qualche nesso di causalità.

Sindacato pensionati. Immediata la reazione del sindacato generale dei pensionati (Spi) aderente alla Cgil. Il segretario generale Carla Cantone ha così commentato la vicenda: “Nessuna pietà verso chi muove violenza nei confronti degli anziani che vivono nelle case di riposo”. La Cantone ha inoltre chiesto una pena esemplare “perchè gli anziani, specialmente quelli non autosufficienti, non possono continuare ad essere vittime di ogni tipo di violenza sia essa fisica, psicologica o morale”. La Spi ha poi lanciato una proposta: “che le strutture residenziali siano aperte 24 ore su 24 a continui controlli, ai visitatori esterni e ai familiari degli ospiti perchè solo attraverso un’opera costante e accurata di vigilanza sarà possibile prevenire episodi tristi e aberranti come quello avvenuto a Sanremo”.

FEDERICA FIORDELMONDO

D: Che reati vengono contestati?

R: Il reato dimaltrattamenti di persone affidate alla custodia. E lo stesso reato dei maltrattamenti in famiglia: vi rientrano certamente tutte quelle condotte (ripetute nel tempo) che ledono l’incolumità fisica, la libertà personale, il decoro e l’onore di un componente della famiglia o, come in questo caso, di persone affidate alal cura o la custodia, nonchè tutti quegli atti che causano alla vittima sofferenze fisiche ma anche psicologiche. In ogni caso il Giudice, data la mancanza di una definizione legale del concetto di maltrattamenti, dovrà valutare caso per caso le condotte sottoposte al suo giudizio tenendo conto anche delle condizioni sociali e culturali e dell’ambiente in cui si sono verificate. Il reato è punito con la reclusione da 1 a 5 anni. Ci sono però ipotesi aggravate, come nel caso di Sanremo: se dal fatto deriva una lesione personale grave si applica la reclusione da 4 a 8 anni, se la lesione è gravissima la reclusione da 7 a 15 anni ed infine se ne deriva la morte la reclusione da 12 a 20 anni. L’arresto è obbligatorio nell’ipotesi più grave di morte della vittima, negli altri casi è facoltativo.

AVV.TOMMASO ROSSI

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