Anniversario della mitica ‘Rumble in the Jungle’: Muhammad Ali

LA STORIA DEL GRANDE PUGILE DA LEGGERE ED ASCOLTARE (di Tommaso Rossi) 

 

 

 

 

 

 

 

 

41 anni. Rumble in the Jungle. Dal quel 30 ottobre 1974 a Kinshasa, nello Zaire dell’allora presidente Mobuto. Muhammad Alì mette al tappeto George Foreman e scrive una pagina indimenticabile della storia della boxe.

Alì, ormai avanti con gli anni, cercava di riconquistare il titolo mondiale che gli era stato tolto a tavolino per essersi rifiutato di andare in Vietnam a combattare.

Aveva incrociato i guantoni e perso contro”Smokin” Joe Frazier. Foreman, invece, Frazier l’aveva massacrato di botte. Foreman era il nuovo che avanzava, una montagna di rabbia e muscoli. Un picchiatore puro.Ma diventare campione senza atterrare il più grande di tutti, Muhammad Alì, era diventarlo soltanto a metà. Ecco il perché di quell’incontro.

Anche contro Muhammad Alì il selvaggio Foreman partì forte, sparando colpi ovunque. Il vecchio Cassius Clay assorbiva, si appoggiava sulle corde e resisteva tenacemente. Mano a mano i colpi di “Big George” si facevano più confusi, stanchi, come se tutta quella potenza esplosa fin lì invano iniziasse a pesare nelle gambe. Muhammad lo “legava”, abbracciando il suo corpo sudato e gigantesco e sussurandogli all’orecchio che era lui, il vecchio Muhammed, il più forte e che lo avrebbe distrutto. All’ottava ripresa, quello che all’inizio nessuno avrebbe immaginato. Muhammad capì che Big George era stanco, “cotto”. Iniziò a sferrare 5,6,7 colpi precisi e potenti. Poi un gancio sinistro, la testa di George che si alza, si scopre, e il destro pesantissimo del vecchio campione lo manda al tappeto.

7-8-9-10. George Foreman non si rialza. Muhammad Alì è di nuovo campione. E la storia è scritta a caratteri ci marmo e sangue nella giungla nera di Kinshasa.

 

 

In questa puntata:

“Sport e diritti”
-CLICCA PER RILEGGERE LA STORIA NARRATA- “Muhammad Ali, combattere con la fede a pugni contro la malattia” .(di Tommaso Rossi)

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