Roulette russa alla festa degli adolescenti. 17enne in fin di vita

 BRUXELLES, 26 MARZO ’13 – Sabato sera di sangue a Charleroi, cittadina a sud di Bruxelles, dove alcuni adolescenti si erano incontrati per una festa. Jason Denies, 17 anni, non era stato invitato al party sabato 23 marzo ma aveva deciso di parteciparvi lo stesso. Anche un altro giovane, Logan Berckmans 18 anni, era arrivato alla festa senza invito e, stando alle testimonianze dei presenti riportate dalla stampa locale, era evidentemente ubriaco. Sarebbe stato proprio il 18enne a sparare a Jason alla testa. Il 17enne ora si trova ricoverato in stato di morte celebrale, un proiettile gli ha provocato una emorragia celebrale che gli sta comprimendo il cervello. È gravissimo. Secondo i testimoni Logan Berckmans, già noto alle forze dell’ordine, aveva estratto una pistola per fare la roulette russa. Rivolta l’arma contro Jason ha sparato tre volte. I primi due colpi sono andati a vuoto, al terzo è partito il proiettile che ha colpito il 17enne in testa. Alla polizia il 18enne avrebbe raccontato che si è trattato di un incidente.

ELEONORA DOTTORI

D: Quali reati ipotizzabili ?

R: Nel nostro ordinamento potrebbe ipotizzarsi a carico del diciottenne l’accusa di lesioni gravissime o tentato omicidio volontario con dolo eventuale che è una forma di imputazione del reato consistente, secondo una delle teorie penalistiche più accreditate e seguite, nell’aver agito rappresentandosi la concreta possibilità di realizzazione del fatto di reato e accettando il rischio del verificarsi dello stesso. Si differenzia dalla c.d. “colpa cosciente” o “con previsione” (che è una aggravante comune che comporta un aumento fino ad un terzo della pena prevista per ipotesi di reato colposo semplice) che consiste nell’aver agito con rappresentazione della mera possibilità di realizzazione del fatto di reato senza però accettazione del rischio ossia con convinzione che il fatto medesimo non si sarebbe verificato.
In questa ipotesi, il tutto ovviamente da confermare a seguito di accertamenti sulla dinamica esatta della vicenda, la colpa cosciente è da escludersi dato che il diciottenne ha accettato il rischio che partisse il colpo dalla pistola e non può essere altrimenti, anzi ipotizzando che lo stesso non abbia girato ad ogni colpo il tamburo contenente i proiettili ma abbia continuato a sparare, i margini per un’ipotesi “attenuata” di dolo si ristringerebbero lasciando spazio ad una forma di dolo più ampia e quindi grave.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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