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Roma, lei dice che era “sesso selvaggio”, ma per i medici e i pm è stupro

Posted by on lug 13th, 2012 and filed under Italia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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ROMA, 13 LUGLIO ’12 – Per lei questi giorni nella Capitale dovevano essere un sogno, la scena di un film, come in “Vacanze Romane” (nella foto), gioia, spensieratezza, amicizia. Invece si sono trasformate in un incubo, forse il peggiore. La giovane turista australiana soccorsa in stato di choc e con una profonda emorragia nei pressi della stazione Termini ieri mattina, sta meglio. E’ stata operata, aveva una lacerazione di 15 centimetri. Ma appena ha ripreso conoscenza, sentita da medici e magistrati, la ragazza avrebbe detto che non si era trattato di stupro. Eppure, per la Procura non è così, tanto che oggi ha indagato per stupro il tunisino che era con lei quella sera.
La turista australiana 22enne avrebbe ammesso una serata alcolica con le sue amiche, di quelle serate che con 20 euro si può bere alcolici in cinque-sei locali convenzionati al tour dei drink. Una moda a Roma come nelle grandi città, molto in voga tra i giovanissimi. La ragazza, che dalle analisi è risultata avere un tasso di alcol nel sangue di 2,7 grammi per litro, era ubriaca quando si sarebbe allontanata con quel ragazzo tunisino, coetaneo, conosciuto quella sera. Lo hanno confermato anche le tre amiche dell’australiana, che invece dopo i locali sono rientrate in albergo, vicino alla stazione. La loro amica e il tunisino si piacevano, si sarebbero allontanati per stare un po’ insieme. Anche delle telecamere di videosorveglianza posizionate nelle vicinanze dello scalo ferroviario mostrerebbero due ragazzi come tanti, che camminando si sfiorano le braccia chiacchierando come due amici. Ma quel che accadde poi, nella notte, prima del sangue, prima dell’ospedale, resta un mistero. Perché la ragazza avrebbe detto che i due, ubriachi, si sarebbero appartati in una stradina e appoggiati sul tavolino di un bar chiuso avrebbero fatto sesso selvaggio. Poi, quando si sono accorti che lei sanguinava così tanto (un passante in macchina ha addirittura scambiato quel sanguinamento per dei pantaloni rossi), si sono spaventati. Lei avrebbe dichiarato che il ragazzo avrebbe voluto soccorrerla e portarla in ospedale, ma lei era scappata via e aveva corso finchè quell’abbondante perdita di sangue non le ha fatto mancare le forze ed è crollata a terra. Versione confermata dal ragazzo, rintracciato ieri, subito dopo il ricovero della ventiduenne in ospedale, anche grazie alle informazioni fornite agli inquirenti dalle amiche di lei. Lui avrebbe confermato la versione della turista.
Ma i medici che l’hanno curata non ne sono sicuri. Le ferite che quel rapporto le ha provocato sarebbero tali da far presupporre che vi sia stata violenza. E se fino a ieri la magistartura non aveva emesso alcun capo d’accusa nei confronti del giovane tunisino, oggi le cose sono cambiate.
La Procura di Roma ha indagato il tunisino per violenza sessuale, ricostruendo la dinamica del rapporto in un brutale stupro e poi nell’abbandono in strada della ragazza, in una pozza di sangue. Secondo i magistrati, il video della telecamera alla stazione mostra solo la fase iniziale della passeggiata, l’abuso sarebbe avvenuto dopo. Un’ulteriore conferma a rafforzare le accuse della magistratura, arriva dalla psicologa dell’ospedale Umberto I dove la giovane è ricoverata. Secondo il medico infatti, la ragazza avrebbe voluto nascondere lo stupro per vergogna o per la difficoltà di trovarsi in un Paese straniero. Forse se c’è stata consensualità, riferisce la psicologa ai magistrati, vi potrebbe essere stata nella fase iniziale della conoscenza, ma non dopo.
La ragazza è ricoverata nel reparto di Ginecologia. Ieri sono andate a trovarla le sue amiche. E’ venuto anche un giovane, forse lo stesso tunisino della sera prima, che si è identificato come “il fidanzato”. Ma la paziente ha detto di non avere fidanzati e di farlo allontanare. Lui, senza opporre resistenza, è andato via. Appena dimessa la ragazza ha manifestato ai medici l’intenzione di andare via, di continuare il suo viaggio insieme alle amiche, di passare per Firenze, poi andare in Grecia. Il medico le ha consigliato di restare nella Capitale per almeno un paio di giorni, in via precauzionale. Potrebbe essere risentita dagli inquirenti per ricostruire quella notte di alcol, confusione e dolore.
TALITA FREZZI

D: In che consiste l’accusa di violenza sessuale? Quali le pene e le aggravanti?


R:
L’art. 609 bis c.p. prevede per il reato di violenza sessuale la reclusione da 5 a 10 anni. La condotta punita consiste nel costringere qualcuno a compiere o subire atti sessuali, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità. La pena è aumentata (da 6 a 12 anni) nel caso in cui sussistano le circostanze aggravanti elencate all’art. 609 ter c.p. tra le quali l’aver agito nei confronti di un minore di anni 14, l’avere usato armi, sostanze alcoliche o stupefacenti o comunque sostanze gravemente lesive della salute della vittima, l’aver agito in maniera travisata o simulando la qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. Infine la pena è ulteriormente aumentata (reclusione da 7 a 14 anni) se la violenza è commessa nei confronti di un minore di dieci anni.

D: L’abuso di alcol da parte della vittima può essere considerata aggravante per il presunto stupratore?


R:
Come sopra visto se si agisce usando alcol o altre sostanze gravemente lesive per la salute della vittima il reato di violenza sessuale è aggravato come specificatamente previsto dall’art. 609 ter c.p. Qualora invece il colpevole abbia approfittato di uno stato di ubriachezza della vittima (senza averlo provacato) si può comunque parlare di reato aggravato (aggravante comune) perchè il presunto strupratore avrebbe approfittato di circostanze riferite alla persona della vittima (abuso di alcol) tali da ostacolarne la difesa.

D: Se la ragazza australiana in un primo momento ha dichiarato ai medici e alla polizia che non era stata violentata, ma era ubriaca e ridotta in quel modo per una notte di sesso selvaggio e ora la Procura ha accertato che invece lo stupro c’è stato, vi saranno conseguenze anche per lei? 

R: Molto probabilmente la ragazza ha deciso di non denunciare l’accaduto per la paura e la vergogna pertanto ritengo che non ci possano essere conseguenze nei suoi confronti già vittima di un reato cosi grave. Ricordiamo che in ogni caso il reato di violenza sessuale è procedibile a querela di parte (con termine però non di 3 bensi di 6 mesi dal fatto per la relativa presentazione) ed una volta proposta è irrevocabile. La procedibilità invece è d’ufficio nelle ipotesi di cui all’art. 609 septies , comma 4 c.p. Nel caso di specie pertanto sarà necessaria la formalizzazione della querela da parte della vittima

AVV.VALENTINA COPPARONI

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