Roma in fiamme: preso un piromane

ROMA, 9 AGOSTO ’12 – Sei incendi all’ora. È una media spaventosa quella che riguarda gli incendi verificatisi a Roma nella giornata di ieri per un totale di sessanta roghi circa che hanno tenuto i vigili del fuoco impegnati praticamente per l’intera giornata. Nonostante ciò, nella Capitale si continuano a verificare roghi favoriti dal grande caldo e l’allarme è altissimo: evacuato un supermercato a Ciampino, a Torvecchia è andato in cenere un insediamento abusivo dove vivevano anche alcuni bambini che fortunatamente sono stati messi in salvo giusto in tempo, bloccata la circolazione nel quartiere di Primavalle, sulla A 24 sono tre giorni che i pompieri stanno cercando di domare le fiamme e a Roma Nord è stato solo grazie al loro intervento che le fiamme non hanno danneggiato le abitazioni. Una situazione che sta mettendo a dura prova i vigili del fuoco i quali, stando ad una denuncia della Fp-Cgil, avrebbero pochi mezzi a disposizione. Impegnati nelle operazioni anche gli uomini della Protezione Civile. I roghi stanno interessando anche altre province del Lazio. Intanto, proprio ieri, la polizia ha individuato e bloccato un piromane di 65 anni che avrebbe dato fuoco ad alcune sterpaglie. A segnalare la sua sospetta presenza in via Tiburtina alle forze dell’ordine, che nel frattempo avevano intensificato i controlli, sarebbero stati alcuni passanti. Il 65enne stava cercando di incendiare delle sterpaglie utilizzando fogli di carta.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa rischia il piromane?

R: Può ravvisarsi il reato di incendio boschivo doloso, qualora dalle indagini emerga conferma che le fiamme siano state appiccate volontariamente. Fino al 2000 l’incendio boschivo era considerato un’aggravante dell’incendio generico, ed era trattato dall’art. 423 del Codice Penale. 
Nel 2000, per la prima volta, è riconosciuto dal legislatore come reato autonomo e da allora è disciplinato dall’art. 423 bis, confermato dall’art. 11 della Legge 11 novembre 2000, n. 353 secondo il quale chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la reclusione va da 1 a 5 anni. Le pene sono, inoltre, aumentate della metà se l’incendio induce un danno grave, esteso e persistente all’ambiente. 


AVV. TOMMASO ROSSI

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