Roma ancora si interroga sull’arresto di Samuele Piccolo, golden boy del consiglio comunale

ROMA, 15 LUGLIO 2012 – E’ stato arrestato venerdì mattina, Samuele Piccolo (Pdl), vice presidente del consiglio comunale di Roma, con l’accusa di associazione a delinquere, frode fiscale, appropriazione indebita e illecito finanziamento dei partiti. E’ il nucleo tributario della Guardia di Finanza che ha eseguito l’ arresto domiciliare nei confronti di Piccolo, insieme al fratello Massimiliano e al padre Raffaele. Il fratello, che si trovava in vacanza fuori città, è rientrato per costituirsi ed è stato accompagnato a Rebibbia dal suo Avvocato, Luca Petrucci (già legale di Luigi Lusi). In realtà gli indagati sono 13, tra i quali figura anche la madre di Samuele Piccolo, Elena Ceravolo.

La “Holding Criminale di Famiglia” – Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli arrestati avrebbero creato finti crediti IVA destinati all’attività politica di Samuele Piccolo, attraverso una serie di società riconducibili alla sua famiglia – descritte dalla procura come una “holding criminale di famiglia”. Questi soldi sarebbero serviti al Consigliere per la sua ultima campagna elettorale del 2008: sovvenzionamento di cene promozionali e dirottamento di ben 122 mila euro nell’organizzazione del call center del suo comitato elettorale. Infatti, in quella tornata elettorale,l’allora ventisettenne Samuele Piccolo,che si candidò tra le fila di AN, riscosse in brevissimo tempo un successo clamoroso: ottenne ben 12 mila voti. Attualmente, Samuele è stato sospeso dal Pdl e la GdF ha sequestrato beni mobili e immobili per un valore di 2 milioni di euro alla sua famiglia. Inoltre, il gip ha firmato i domiciliari per altri soggetti legati alle 60 società cooperative costruite per frodare l’IVA: Franco Cannone, Silvia Fortuna, Rosario Meglio e Riccardo Sorbara. In totale sono indagate 13 persone, tra cui anche la madre di Piccolo, la signora Elena Ciaravolo.

Samuele Piccolo e “la politica dei nonni”– Claudio Cerasa, nel suo libro “La presa di Roma”, descrive la comparsa di Samuele Piccolo, allora ventisettenne, nello scenario politico romano. << Nel corso degli ultimi anni c’è un nome un po’ misterioso che rappresenta il più spregiudicato terminale offensivo dei rapporti tra Alemanno e alcune espressioni ecclesiali romane. Tra le decine di migliaia di manifesti che rivestirono per giorni e giorni i muri della Capitale, nella primavera del 2006 comparve in modo improvviso il nome di un politico di Alleanza nazionale di cui alcuni tra gli stessi militanti di An ignoravano persino l’esistenza: Samuele Piccolo. All’inizio il suo volto sorridente campeggiava solo con il nome, il cognome e il sito web; poi anche con il simbolo del partito con cui si sarebbe presentato. Se l’obiettivo dell’oscuro candidato era quello di incuriosire i suoi elettori, colse nel segno. Ci si chiedeva: chi è questo Piccolo? Chi lo appoggia? Da dove viene? Quanti anni ha? La sua performance sarà strepitosa, ma nulla a che vedere con il successo di due anni dopo. Alle amministrative del 2008 risulterà essere il politico più votato in consiglio comunale (con 11.996 preferenze, seimila in più rispetto a quelle messe insieme nel 2006), superando di quattromila voti il secondo (ovvero Davide Boroni, 8332 preferenze) e ricevendo la nomina di vicepresidente del consiglio comunale e quella di responsabile alla Sicurezza. La macchina elettorale di Samuele Piccolo è molto organizzata: sia nel 2006 sia nel 2008 l’esponente di Alleanza nazionale ha dato vita a un comitato formato da centotrenta persone capace di affiggere migliaia di manifesti ogni notte, di distribuire alle fermate della metro centinaia di opuscoli con la storia della sua vita, di avere propri punti di riferimento diretti all’interno di moltissimi seggi romani, di portare diecimila persone in uno stadio della Capitale (il Palacavicchi: è successo nel corso di una manifestazione organizzata nell’aprile del 2006). Nel suo momento di massimo potere in consiglio comunale – e subito dopo aver formato una corrente ufficiale nel PdL romano (il Movimento popolare) – Piccolo, alla fine del 2008, ha attraversato una fase di forte tensione con il sindaco che, a seguito delle sue critiche per la gestione dell’Ama, gli ha ritirato la delega alla Sicurezza. Il bisticcio si è risolto qualche mese più tardi quando Alemanno ha offerto garanzie per il futuro a Piccolo (voleva un assessorato e non è escluso che al prossimo rimpasto lo ottenga) e quando il giovane consigliere ha accettato senza protestare un’altra delega: la promozione economica delle periferie. Il riappacificamento tra Piccolo e Alemanno è avvenuto però in coincidenza con un fatto preciso, ovvero l’assegnazione della selezione delle 544 persone che l’Ama avrebbe dovuto assumere a tempo indeterminato, a partire da metà maggio 2009, a una società di nome Centro Elis. L’associazione Centro Elis è famosa a Roma per la sua esperienza nel campo della formazione e della gestione delle risorse umane, ed è direttamente legata a un’istituzione fondata nel 1928 da san Josemaría Escrivá, alla quale Samuele Piccolo non ha mai smentito di essere vicino: l’Opus Dei. Tuttavia, la storia di Piccolo costituisce ancora oggi un mistero della politica romana: su di lui esiste un numero scarsissimo di informazioni, ma investigando un po’ qualcosa alla fine si scopre. Piccolo non ha mai fatto parte di alcuna corrente di Alleanza nazionale, non ha mai militato in alcun movimento giovanile (né di destra né di sinistra), professionalmente si occupa di marketing, è a capo del personale di un’azienda di consulenza romana (La Romanina Srl), è stato nominato cavaliere dall’ambasciata somala presso la Santa Sede, «per i meriti legati al suo impegno in ambito sociale», e gestisce con il fratello Massimiliano una casa editrice, Terzo millennio, che si occupa della diffusione della cultura popolare e di libri dedicati agli anziani. Inoltre, Piccolo dà ogni anno un sostanziale contributo per realizzare una festa molto famosa in collaborazione con il Vicariato e più volte patrocinata dall’attore Lino Banfi. Si tratta della Festa dei nonni. Sui nonni, infine, Samuele ha scritto anche un libro, edito dalla casa editrice di cui è proprietario, il cui titolo è, manco a dirlo, Nonni. «Tutto questo però non basta a spiegare la sua incredibile performance elettorale» racconta il consigliere provinciale e tesoriere del Pd alla Provincia di Roma Marco Palumbo. «Non basta il profilo della sua biografia, non basta la sua solidarietà con il mondo degli anziani, non basta il suo ambizioso programma elettorale (sgombero dei campi nomadi irregolari, riordino di quelli a norma di legge, agevolazioni
per le aziende che si spostano in periferia). E non basta anche perché Piccolo è nato il primo luglio del 1981, e ciò significa che alle elezioni del 2008 aveva appena ventisette anni e, con tutta la buona volontà, un simile potere non si costruisce dal nulla.»

CLARISSA MARACCI

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