Rivolta nel carcere minorile di Beccaria: a capo il piccolo Vallanzasca

MILANO, 16 SETTEMBRE ’12 – E’ stato un sabato sera impegnativo per gli agenti del nel carcere minorile di Beccaria dove si sono verificati degli scontri durati circa un’ora, che hanno richiesto l’intervento di una cinquantina di militari. La rivolta sarebbe cominciata verso le nove quando il “piccolo Vallanzasca” avrebbe dato alle fiamme due materassi riuscendo a tirarsi dietro una trentina di compagni che avrebbero letteralmente scatenato il panico nella struttura. La tensione al Beccaria, infatti, è altissima dopo che la scorsa settimana un detenuto è riuscito ad evadere nell’ora d’aria. Arrivato appena tre giorni fa nel penitenziario milanese, il piccolo Vallanzasca è un ragazzino di 14 anni originario del quartiere di Quarto Oggiaro. Conosciuto anche come “la pulce” per via della facilità con cui sfugge alle forze dell’ordine, il ragazzino sarebbe stato a capo della rivolta. Il gip che ha firmato il provvedimento di custodia cautelare nei suoi confronti per una decina di reati, lo descrive come un ragazzo che mostra “disinvoltura e propensione all’attività delittuosa” che commette quotidianamente. Specializzato nei furti d’auto e nelle rapine con la banda del gruppo di largo Boccioni è figlio di pregiudicati ha un fratello di 19 anni recluso anche lui. Fino al raggiungimento del 14 anni la polizia non è potuta intervenire ma lunedì scorso gli agenti si sono fatti trovare nell’appartamento di una coppia incensurata di cui “la pulce” era ospite. La fidanzatina lo avrebbe avvertito dell’arrivo della polizia e lui sarebbe saltato dal terzo piano del palazzo per oltre un metro e mezzo fino a raggiungere il balcone vicino e senza farsi notare dalla coppia di anziani residenti si sarebbe nascosto in bagno. Proprio qui gli agenti lo hanno arrestato.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa prevede la giustizia italiana nei confronti di un minore che compie reati come rapine e furti?

R: Le pene teoricamente sono le stesse previste dal codice penale per i maggiorenni, anche se ridotte,  ma tutto il sistema di ordinamento minorile prevede il ricorso alla pena detentiva come extrema ratio, privilegiando la definizione del processo con forme alternative (quali la messa alla prova, il perdono giudiziale, la non punibilità per fatti di lieve entità) in ossequio alla precipua finalità di educazione del minore.

D: A che età un minore non è più impunibile?

R: Fino a quattordici anni un minore è considerato non punibile dopo di che è smpre punibile, anche se secondo l’ordinamento minorile.

AVV. TOMMASO ROSSI

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