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Rivolta nel carcere di Ancona Montacuto: detenuti asserragliati e celle a fuoco

Posted by on dic 9th, 2011 and filed under Archivio Regionale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

ANCONA, 9 DICEMBRE ’11 – Detenuti asserragliati nelle loro celle, fiamme e panico. Per fortuna, il bilancio di un pomeriggio di straordinaria follia al carcere di Montacuto di Ancona è solo di alcune lenzuola e bombolette date alle fiamme, un po’ di fumo ad annerire le celle e tanto caos. Nessun ferito è stato registrato. L’allarme è scattato oggi pomeriggio intorno alle 16. Una rivolta in piena regola, un atto di protesta formale forse per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su uno dei problemi più gravi del sistema carcerario italiano, quello del sovraffollamento dei penitenziari. Oggetto della protesta, anche la denuncia di un difetto nell’impianto di riscaldamento cui la direzione del penitenziario non avrebbe posto rimedio. I detenuti, una ventina in tutto, hanno incendiato alcune celle. Si sono asserragliati nelle loro celle armati di lamette e hanno dato alle fiamme lenzuola e bombolette. Col fumo cresceva il panico, alcuni hanno battuto le gavette contro le sbarre, altri sono arrivati alle mani. Sono dovuti intervenire i poliziotti anti-sommossa per riportare la situazione sotto controllo. Nessun ferito, sembra, ne tra i detenuti, ne tra gli agenti di polizia penitenziaria. Nel tardo pomeriggio l’allarme era rientrato. La manifestazione dei detenuti di Montacuto pone l’attenzione sul problema del sovraffollamento dell’istituto, che ospita un numero eccessivo di persone rispetto a quello consentito per una vivibilità adeguata della struttura. Problema che toccheremo da vicino nelle prossime edizioni di “Fatto&Diritto”, con un focus dedicato al sistema carcerario italiano e alle piaghe di cui sta morendo.

TALITA FREZZI

D: Che reati saranno contestati ai detenuti rivoltosi?

R: Secondo quanto emerso direi proprio nulla, al massimo danneggiamento, ma non credo che nessuno proporrà mai querela per una cosa del genere. Di per sé è una protesta forse non condivisibile nei modi, ma di certo comprensibile e sintomatica di uno stato di grave disagio dovuto al sovraffollamento all’interno del carcere. Disagio condiviso anche dagli agenti di polizia penitenziaria, che soffrono gravissime carenze di organico che mette a repentaglio anche la loro sicurezza oltre a richiedere turni massacranti. La detenzione deve tendere alla risocializzazione del reo, passando attraverso tutta una serie di attività a ciò finalizzate: se non vi sono le condizioni per realizzare questo, per problemi strutturali, dimensionali e di organico la pena diventa mero contenimento all’interno della mura del carcere, perdendo la sua finalità costituzionale di risocializzazione, diventando solo punizione e prevenzione sociale.

D: Quali conseguenze disciplinari saranno applicate ai detenuti fautori della rivolta?

R: Le sanzioni disciplinari che possono essere irrogate all’interno del carcere, e contro cui è possibile proporre reclamo al Magistrato di Sorveglianza, vanno da periodi di isolamento alla sospensioni sempre a tempo dalle attività ricreative o culturali, a  trasferimenti in altri carceri.
Inoltre, questi di questi fatti si terrà conto quando andra’ valutato il buon comportamento e la partecipazione all’opera rieducativa ai fini della concessione dei giorni di liberazione anticipata (45 giorni ogni semestre di pena scontata, che andranno detratti alla fine dal monte complessivo della pena da scontare).

AVV.TOMMASO ROSSI

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