Rischio alcol, secondo l’Istat 8 milioni di giovani sedotti dal bicchiere

ROMA, 22 APRILE ’12 – Il consumo di alcol è un fenomeno in diminuzione, ma in quel decremento si impenna l’età media in cui si inizia a bere alcolici. Otto milioni e 179.000 persone sono a rischio per quanto riguarda l’abuso di alcol, e in quegli otto milioni ci sono principalmente giovani e giovanissimi che bevono fuori pasto e occasionalmente. Emerge dai dati Istat del 2011, il cui report è stato recentemente pubblicato. Secondo l’Istituto nazionale di statistica nel 2011 i comportamenti a rischio nel consumo di alcol sono il consumo giornaliero non moderato, il binge drinking (cioè il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in una sola occasione) e il consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni. Fenomeni preoccupanti che riguardano otto milioni e 179.000 persone in Italia. Dati in diminuzione rispetto al 2010, specie per quel che riguarda l’abitudine al binge drinking (che passa dall’8,3 al 7,5%).

I comportamenti a rischio sono più diffusi fra gli anziani tra i 65 e più (il 43% degli uomini contro il 10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine) – si legge nei dati Istat – mentre tra i giovani cresce fortemente il consumo di alcol fuori pasto”.

L’Istat rileva anche che “la quota di 14-17enni che consuma alcol fuori pasto passa dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche, i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (31,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,8%). Stesse differenze si riscontrano tra i frequentatori di spettacoli sportivi e concerti”. Preoccupante anche il fenomeno del binge drinking, costume principalmente giovanile tra i 18 e i 24 anni. “Il 15,1% dei giovani (21,8% dei maschi e 7,9% delle femmine) si comporta in questo modo, perlopiù durante momenti di socializzazione – si legge nel report – tra i giovanissimi di 11-15 anni la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari all’11,9% senza differenze di genere evidenti”. L’Istituto di Statistica ricorda che l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda la totale astensione dell’alcol fino ai 15 anni.

I 14enni e l’alcol.

Nel 2011 il 66,9% della popolazione di 14enni ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Quota stabile rispetto al 2010, in diminuzione rispetto a 10 anni prima (era il 72%). Dal 2001 al 2011 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 18,4%, specialmente tra le donne (-25,7%). Aumenta la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011). Lo scorso anno ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno il 65% della popolazione di 11 anni e più. Beve vino il 53,3%, birra il 46,2% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 40,6%; beve vino tutti i giorni il 23,6% e birra il 4,5%.

TALITA FREZZI



D: Come incide nel nostro ordinamento penale l’uso di sostanze stupecafenti?

R: Il codice penale prevede il reato contravvenzionale di ubriachezza, che punisce con una sanzione amministrativa fino a 309€ chi è colto in stato di manfiesta ubriachezza in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Altro reato contravvenzionale è la somministrazione di alcolici a minore di anni 16, che sanziona con l’arresto fino ad un anno l’esercente di un pubblico esercizio che viola questa norma di legge.

L’alcol poi incide sulla imputabilità di una persona. Viene parificato all’incapacità totale o parziale di mente (e quindi il soggetto non è punibile ma gli può essere applicata una misura di sicurezza) quando è uno stato di cronica intossicazione da alcol , mentre se è una normale ubriachezza volontaria la punibilità non è esclusa né diminuita. La pena è addirittura aumentata se un reato è commesso in stato di ubriachezza abituale.

D: E l’alcol alla guida come è sanzionato?

R: Il reato di guida sotto l’influenza dell’alcol che è previsto e sanzionato dall’art. 186 del Codice della Strada che stabilisce il divieto di guidare in stato di ebrezza e punisce la condotta a seconda del tasso alcolemico accertato. Nei casi meno gravi, con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l, è un illecito amministrativo e non un reato mentre sopra lo 0,8 è reato. L’ipotesi di reato più grave, che prevede la pena dell’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi ad 1 anno, sussiste quando viene accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. E’ prevista altresì la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni.
La confisca del veicolo viene disposta in sentenza dal Giudice, anche in caso di patteggiamento, quando il tasso alcolemico accertato del guidatore  sia superiore 1,5 grammi per litro oppure quando c’è stato il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolemici; il provvedimento di confisca comporta il trasferimento di proprietà del mezzo all’amministrazione statale  che potrà poi procedere alla vendita.

AVV.TOMMASO ROSSI

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