Rimpatrio dei clandestini sul volo Alitalia Roma-Tunisi con lo scotch sulla bocca e le fascette ai polsi. Una foto fa il giro del web

ROMA, 19 APRILE ’12 – La foto è inequivocabile e ha letteralmente fatto il giro del web. Un immigrato tunisino sul volo Alitalia Roma-Tunisi è seduto all’ultimo posto in fondo all’areo, ha la bocca tappata con dello scotch da pacchi e una mascherina abbassata, le mani legate con una fascetta di plastica. Ad immortalarlo è stato il regista Francesco Sperandeo, anche lui sullo stesso aereo, che ha pubblicato la foto su Facebook e scritto “Guardate cosa è accaduto oggi, due cittadini tunisini respinti dall’Italia e trattati in modo disumano”. Nella foto si vede distintamente un solo tunisino ma, come spiega anche il regista sul social network, sarebbero due le persone legate e pronte al rimpatrio scortati da due appartenenti alle forze dell’ordine in borghese. La questione dal web è ben presto arrivata in Parlamento. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha chiesto che il governo riferisca con la massima urgenza.

I primi chiarimenti.

Stando ai primi accertamenti i due uomini sarebbero algerini e non tunisini. Si erano imbarcati a Tunisi in un aereo che doveva portarli in Turchia ma è stato fatto uno scalo tecnico a Roma. A Fiumicino erano arrivati lo scorso 15 aprile e per due volte avrebbero rifiutato di imbarcarsi su un volo che li avrebbe portati in Turchia. Per questo motivo sarebbe scattata la procedura di respingimento e quindi le autorità italiane avrebbero dovuto riportarli da dove erano partiti, cioè Tunisi. Per evitare l’imbarco i due avevano tentato di ferirsi mordendosi la bocca, per poi sputare il sangue sugli altri passeggeri; per questo motivo sono indossavano una mascherina protettiva fermata con il nastro adesivo. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha già provveduto a chiedere una relazione sull’accaduto alla polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino.

La Procura.

Non è escluso che la procura decida di intervenire per far luce sull’accaduto. Dalle immagini infatti, si vede distintamente che il nastro adesivo è posizionato sulla bocca e non per tenere ferma la mascherina. Quanto denunciato dal regista Sperandeo infatti, è incostituzionale e che ha tappato la bocca ai due immigrati con lo scotch è perseguibile di abuso di autorità e violenza privata. Va detto poi che il tutto è avvenuto nella totale indifferenza degli altri passeggeri “è questa la cosa più grave”, sottolinea il regista che ammonisce “Questa è la civiltà e la democrazia europea”. Il regista ha protestato con gli uomini che accompagnavano gli immigrati chiedendo loro di trattarli “in modo umano” ma gli sarebbe stato risposto di tornarsene a posto perché si trattava di una “normale operazione di polizia”. La protesta si è conclusa con la minaccia da parte del regista di pubblicare la foto sul web dove ha anche chiesto di far girare l’immagine e denunciare l’accaduto.

La protesta arriva in Parlamento.

Dopo che la fotografia è rimbalzata su decine di siti web, Pd, Idv e Fli hanno chiesto spiegazioni al governo. Il presidente del Pd Rosy Bindi ha parlato di un “trattamento inaccettabile” che non deve ripetersi mai più e ha ricordato che il nostro Paese in più occasioni è stato sanzionato per la gestione dell’immigrazione per questo non vorremmo si ripetessero i comportamenti del passato”. L’Idv con Stefano Pedica commenta così l’accaduto: “neanche a Guantanamo abbiamo assistito a soprusi del genere, in violazione dei più elementari diritti umani”. Si dice stupita di quanto accaduto il portavoce in Italia delle Nazioni Unite, Laura Boldrini. Fare i rimpatri non è sempre cosa semplice perché le persone oppongono ogni tipo di resistenza, ha spiegato la portavoce, ma occorre trovare dei metodi che rispettino i diritti della persona e non la umilino.

ELEONORA DOTTORI

D: In cosa consiste il reato di violenza privata e abuso di autorità?

R: Il reato di violenza privata punisce chiunque con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa ed è punito (nelle ipotesi non aggravate) con la reclusione fino a 4 anni.

Il reato di abuso di autorità contro arrestati e detenuti punisce il pubblico ufficiale che sottopone a misure di rigore non consentite dalla legge una persona arrestata o detenuta di cui egli abbia la custodia anche temporanea o che sia a lui affidata in esecuzione di un provvedimento dell’autorità competente. La pena prevista è la reclusione fino a 30 mesi. La stessa pena si applica se il fatto è commesso da un altro pubblico ufficiale investito, per ragioni del suo ufficio, di una qualsiasi autorità sulla persona in custodia

AVV.VALENTINA COPPARONI

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