Rilasciato l’indipendentista sardo Salvatore Meloni, detto Doddore.

18 FEBBRAIO ’13, ORISTANO – Verità o trovata pubblicitaria? Tragedia o farsa? Sequestro o messa in scena per attirare l’attenzione sul partito Meris, prossimo ad affrontare le elezioni? Si potrebbe a lungo congetturare su questo dilemma shakespeariano, ma ciò che è dato raccontare riguarda i fatti noti, quello di cui si può oggettivamente dire. Salvatore Meloni, detto Doddore, è noto ai più come uno dei maggiori, ardenti, appassionati attivisti indipendentisti sardi: ha dedicato anni, energie per questa sua battaglia, volta all’ indipendenza della Sardegna. Una battaglia molto dura, non priva di pericoli e con un prezzo alto da pagare, come quando Doddore venne messo sotto processo negli anni ‘80 per il presunto “Complotto separatista”, insieme ad altri attivisti, complotto che, a detta di alcune ricostruzioni, fu una macchinazione dei servizi segreti italiani per screditare i vento sardista allora sorto (gli insorti avrebbero individuato nell’isola del Mare di Sardegna, chiamata Mal Di Ventre, il luogo da dove avrebbero comunicato al mondo la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna). Tra le stravaganze di Meloni, ricordiamo nel 2008 la sua iniziativa indipendentista volta al riconoscimento internazionale dell’isola di Mal di Ventre, quale “Repubblica Indipendente di Malu Entu, sulla base dei principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, con il progetto inviato sia alle Nazioni Unite che all’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, non dopo aver fatto anche stampare banconote con la sua faccia, i “Soddus Sardos”. Meloni, che da più di vent’anni trascorre gran parte delle sue giornate sull’isoletta assieme ad altri indipendentisti, avrebbe anche avviato una causa per l’usucapione dell’isola di Mal di Ventre. Tuttavia tutte queste lotte gli hanno procurato più grane che gloria: oltre al processo già citato, è stato accusato di aver danneggiato l’ambiente e di aver smaltito illecitamente i rifiuti prodotti sull’isola ed è stato anche incarcerato per frode fiscale.

Negli ultimi giorni Doddore era ritornato sulle prime pagine sarde per il suo sequestro avvenuto lo scorso giovedì e rivendicato da parte dei sedicenti “Guardiani della Nazione”. Dopo giorni di angoscia, Salvatore Meloni è tornato a casa, assistito da moglie e familiari, a Terralba (Oristano), in seguito al rilascia avvenuto nella zona di Uras, non lontano da Terralba. La sorella dice che “sta male”, anche se ha rifiutato un ricovero in ospedale per accertamenti,  e al momento del rientro aveva ancora addosso uno spezzone di catena (due giri attorno al collo) con cui era stato legato dai sequestratori per impedirgli la fuga.

All’aspetto è stanco e provato: sembra che non abbia mangiato nei giorni di prigionia. Chiuso nella sua abitazione, è stato ascoltato dal capo della Squadra Mobile della Questura di Oristano, Pino Scrivo, e si attende l’arrivo del sostituto procuratore della Repubblica di Oristano, Rossella Spano, titolare dell’inchiesta. Girano voci sulla verità del sequestro, ma Salvatore Meloni le ha voluto fugare fin da subito, dichiarando: “Mi hanno sequestrato”. Secondo i militanti di Meris, il partito indipendentista che corre in Sardegna nelle elezioni dei prossimi 24 e 25 febbraio, la prigionia dell’uomo simbolo Doddore è stata durissima: catene al collo, lividi, ginocchio gonfio. Così riferiscono: “Lo tenevano legato a una sedia e lo picchiavano ripetutamente durante gli interrogatori”.

Una cosa è certa: Meris e Salvatore Meloni, volenti o nolenti, hanno goduto di non poca visibilità grazie a questa vicenda, per lo meno nella bella isola sarda, di cui vogliono proclamare l’indipendenza.

MOSE’ TINTI

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