Riina Jr arriva a Padova, bufera di polemiche

PADOVA, 16 APRILE ’12 – Salvuccio Riina, il figlio del ‘capo dei capi’ di Cosa Nostra è arrivato a Padova dove oggi inizierà a lavorare per un’associazione di volontariato. Ancora in affidamento ai servizi sociali, ogni giorno dovrà sottostare all’obbligo di firma in Questura e intanto, porterà avanti un percorso di lavoro e volontariato per un recupero sociale e personale. Questo trasferimento da Corleone al Veneto, già annunciato dopo che Riina Jr. aveva scontato nove anni di carcere, aveva già scatenato una bufera di polemiche. E oggi, con il suo arrivo all’aeroporto e questa nuova pagina della sua vita in un’altra parte d’Italia, lontanissima, agli antipodi quasi della Sicilia della Famiglia Riina, scatena una violenta reazione della Lega Nord, che promette “le barricate”. Salvuccio Riina è arrivato in Veneto con un volo da Palermo, atterrato ieri mattina all’aeroporto Marco Polo di Venezia. Ad attendere il figlio di Totò Riina, c’erano giornalisti, fotografi, operatori tv: ma lui, Riina Jr. si è fatto beffa di loro e li ha sapientemente dribblati, andando via insieme al suo avvocato di fiducia da un’uscita secondaria. Poi ha raggiunto in auto Padova, si è presentato in Questura per l’obbligo di firma a cui dovrà sottostare ogni giorno. Poi sempre dribblando in auto la stampa che lo attendeva ancora davanti alla Questura, se n’è andato rifugiandosi in una residenza il cui indirizzo è noto solo agli addetti di lavori.

Le reazioni e le polemiche.

Se quest’uomo ha voglia di fare un percorso lo farà, se le cose non andranno bene tornerà a casa”. Tina Ciccarelli, presidente dell’associazione che ospiterà Salvuccio Riina nelle proprie strutture. “Non è l’unico mafioso affidato ai servizi sociali in Veneto – aggiunge – Salvuccio Riina farà segretariato sociale, assieme ad alcune ore di volontariato”. Mentre nell’associazione di volontariato c’è fiducia nel percorso di umile servizio sociale per un recupero personale del boss, da parte della Lega si alza la polemica. “Il 21 aprile ci sarà una manifestazione a Padova, con gazebo in cui raccoglieremo le firme contro la decisione di mandarlo qui”, dichiara il sindaco di Cittadella (Padova) Massimo Bitonci, Parlamentare del Carroccio. Le iniziative da parte di altri esponenti della Lega potrebbero partire già da oggi.

TALITA FREZZI

D: Cosa prevede la misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali? Chi vi è sottoposto deve rientrare in carcere di notte?

R: E’ una misura alternativa alla detenzione che può essere disposta quando la pena (anche residuo di maggior pena) è inferiore a 3 anni. In questo caso: 2002, 2012 dieci anni su sedici. Più gli sconti di pena per la liberazione condizionale che viene concessa in misura di 45 giorni ogni semestre in caso di buona partecipazione al programma rieducativo, e fruizione di 3 anni di indulto.

L’istituto è regolamentato dall’art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario e consiste nell’affidamento del condannato al Servizio Sociale, fuori dall’istituto di pena, per un periodo uguale a quello della pena da scontare, sottoposto ad una serie di prescrizioni e di verifiche periodiche da parte dei servizi sociali, ma di fatto libero. All’esito della prova, se il Tribunale di Sorveglianza esprime una valutazione positiva dell’andamento, la pena si considera interamente espiata. Non vi è l’obbligo di rientrare la notte in carcere, quella è la misura della semilibertà.

AVV.TOMMASO ROSSI

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