Riforme della giustizia in Italia: da oggi può essere adito il Tribunale delle Imprese.

ROMA, 24 SETTEMBRE 2012 – Può essere adito a partire da oggi, il Tribunale delle Imprese, sezione specializzata in materia, istituita presso i tribunali e le corti d’appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione. Il Tribunale delle Imprese è stato introdotto dall’art. 2 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, che ha apportato novità significative al D.lgs. 26 giugno 2003, n. 168, con l’obiettivo di prevedere delle sezioni specializzate per le cause in materia di proprietà industriale, controversie in materia societaria, nonché di quelle aventi ad oggetto contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria. Secondo quanto previsto dalla riforma, le sezioni specializzate in materia di impresa sono istituite presso i Tribunali e le Corti di Appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia.

Altre novità in materia di giustizia – Tra le altre riforme in materia di giustizia, apportate recentemente dal nostro legislatore con l’obiettivo ultimo di disincentivare il rimedio giudiziale, ricordiamo: l’istituto della mediazione obbligatoria, per talune materie previste dal legislatore; l’aumento del contributo unificato; l’accorpamento delle sezioni distaccate dei Tribunali con i Dlgs. 155-156; in ultimo, la riforma dei parametri per la liquidazione delle spese legali da parte del Giudice. Riforme significative, che hanno sollevato molti dubbi tra gli addetti del settore: se da una parte, queste riforme tendono ad alleggerire il sistema giustizia, a deflazionare il contenzioso, a sfollare le aule dei tribunali, non pongono però una serie di barriere formali e sostanziali all’accesso alla giustizia da parte del cittadino?

Il numero esorbitante di Avvocati in Italia – Sarà per ragioni storiche – l’arte oratoria è nata proprio nell’antica Roma, di cui Cicerone fu grande esponente – , sarà per velleità professionale, ad ogni modo, la densità di avvocati presente in Italia eccede di gran lunga quello di ogni altro paese al mondo. Al 08/2012, gli avvocati attivi iscritti all’albo professionale sono 247.040. Contando che gli italiani sono 60.779.708, c’è un avvocato ogni 250 persone, con record di alcune regioni dove la densità avvocato/popolazione raggiunge 1/150 come in Campania e in Calabria. Questo numero esorbitante potrebbe avere dei lati positivi, in materia di competitività e professionalità, ma potrebbe portare anche ad un aumento del contenzioso, poiché “più sono gli avvocati, più sono le cause” che affollano i tribunali. Nonostante l’esame di avvocatura diventi ogni anno più selettivo, e il percorso della professione forense dispendioso e duro, gli aspiranti avvocati non demordono, anche se negli ultimi anni c’è stato un calo notevole di praticanti. Certamente, il raggiungimento dello status di libero professionista fa gola a molti, in un paese dove non esistono più posti fissi, né contratti a tempo indeterminato. Inoltre, la laurea in legge tout court sembra non essere più sufficiente a trovare un posto di lavoro.

CLARISSA MARACCI

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