Riconosciuta la paternità di due bambini nati attraverso la maternità surrogata a due genitori omosessuali

ANALISI DELLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI TRENTO

di Avv. Amii Caporaletti

imagesStorica sentenza della Corte d’Appello di Trento, che ha riconosciuto la paternità a due omosessuali, genitori di due bambini nati attraverso la maternità surrogata in Canada.

La storia è la seguente, due uomini italiani, sposatosi in Canada 8 anni fa, hanno nel frattempo “avuto” due gemelli attraverso la pratica della maternità surrogata, fattispecie che nel nostro ordinamento non viene concepita neppure nella nuova legge Cirinnà.

Rinviando a quanto già detto in merito alla Cirinnà, oggi basti sapere che l’ipotesi dell’adozione da parte di genitori appartenenti allo stesso genere sessuale è consentita solo in alcune ipotesi e solo per mano della giurisprudenza (si ricorda infatti che la questione della Stepchild adoption è stata stralciata dalla Cirinnà che ha invece attribuito ai giudici di merito la decisione in merito al riconoscimento o meno dell’adozione del figlio dell’altro).

Tornando alla sentenza della Corte di appello di Trento, è necessario precisare che in realtà oggetto del vaglio dei giudici trentini è stato il riconoscimento, secondo quella che è la normativa di diritto internazionale privato, della decisione della Corte superiore di giustizia del Canada che ha stabilito la sussistenza di un legame genitoriale tra i due minori nati da madre surrogata e i due padri adottivi.

Secondo la normativa del diritto internazionale privato, un provvedimento straniero può essere riconosciuto in Italia, spiegando i propri effetti giuridici, solo laddove non violi l’ordine pubblico italiano. Nel caso in esame, la Corte ha ritenuto che la genitorialità di due genitori omosessuali e il legame non biologico che gli stessi nutrono con i propri figli, non sia lesiva dell’ordine pubblico italiano.

Secondo la Corte Trentina: “l’insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero: si deve infatti escludere che ne nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato, all’opposto deve essere considerata l’importanza del concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il nato”.

Favorevoli o meno a quanto deciso dalla Corte, è chiaro che la decisione da questa adottata, in merito al pieno riconoscimento dell’efficacia giuridica della fattispecie nata in Canada, solleva molteplici interrogativi nell’ambito del nostro Paese, interrogativi che riguardano l’eventualità che possa essere introdotta in Italia una legge che consenta l’adozione ex novo di minori, a coppie omosessuali.

È infatti chiaro che, nell’eventualità che tale istituto non venga mai introdotto in Italia, si rischia la possibilità che sempre più coppie si rechino al di fuori della penisola italiana, per poter ottenere l’adozione, ritornando successivamente nel paese di origine in cui avrebbero comunque il riconoscimento giuridico della situazione de facto.

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