Rapinata in casa un’anziana e il figlio disabile. Tra gli autori un minore, shoccati i genitori

NAPOLI, 24 GENNAIO ’12 – Un eccesso di ingenuità o forse la consapevolezza che ad Agerola, un comune di poco più di 7mila anime nel napoletano, a tutti era nota la situazione familiare di un’anziana di 83 anni che accudisce in un appartamento di via San Pietro il figlio 50enne disabile. Nessuno le avrebbe mai fatto del male e per questo l’anziana l’altra notte, verso le 2.30, avendo udito bussare alla porta, è andata ad aprire. Sull’uscio ad attendere il passo falso c’erano 4 persone che sono entrate nell’abitazione minacciando la donna con le armi. I ladri si sarebbero fatti consegnare denaro e gioielli per un valore totale di circa 10mila euro e prima di andarsene avrebbero minacciato di morte l’anziana e il figlio qualora avessero avvertito la polizia. Pochi secondi e il quartetto si era dileguato nella notte con il bottino, facendo perdere ogni traccia. La donna invece non si è fatta intimidire e ha avvertito i carabinieri della stazione di Agerola che, unitamente al nucleo operativo e radiomobile di Castellammare di Stabia, si sono messi sulle tracce dei rapinatori. Sono bastati due giorni e i quattro avevano un volto e un nome, ma a destare sconcerto è la loro età: il più grande, Martino Naclerio, ha 26 anni e lavora come operaio in una ditta della zona; Cristian Avitabile di anni ne ha 20 non studia né lavora; con loro due minorenni, un ragazzo di 16 anni e uno di 13 che frequenta regolarmente la scuola. Letteralmente shoccati i genitori dei due minori, soprattutto quelli del 13enne, persone che le forze dell’ordine descrivono come gente per bene che lavora sodo. A casa di uno dei rapinatori gli agenti avrebbero trovato la refurtiva e le armi utilizzate per la rapina, mentre nell’abitazione di un altro membro del gruppo sono stati rinvenuti dei passamontagna. I quattro hanno ammesso il coinvolgimento nella rapina e sono stati condotti nel carcere di Poggioreale e al centro di Prima accoglienza di Napoli.

ELEONORA DOTTORI

 

D: Quali conseguenze ci saranno per i due minori, il 16enne ed il 13enne?

R: Saranno entrambi denunciati per rapina aggravata (più persone travisate dal passamontagna) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, che deciderà se applicare misure cautelari (oltre la custodia in carcere e gli arresti domiciliari è previsto l’affidamento ad una comunità per minori).

D: E invece per gli altri due?

R: Verranno regolarmente denunciati ed indagati dalla Procura della Repubblica. Le posizioni di maggiorenni e minorenni coimputati nello stesso reato si separano per la diversa competenza e restano separate nel proseguio del processo anche quando i minorenni al momento del fatto diventano maggiorenni durante il giudizio. La competenza per loro resta sempre del tribunale per i minorenni.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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