Rapina a Tor Pignattara con due accoltellati. È emergenza sicurezza nel quartiere dove vennero uccisi padre e figlia cinesi

ROMA, 22 GENNAIO ‘12 – Era uscito di casa per andare a lavorare al mercato di Piazza Vittorio ma ad attenderlo in strada c’erano tre persone che lo hanno picchiato e aggredito per poi rubargli il portafogli. E’ successo verso le 4 del mattino tra venerdì e sabato nel quartiere di Tor Pignattara a Roma dove il 4 gennaio scorso sono stati brutalmente uccisi l’imprenditore cinese Zhou Zheng e sua figlia Joy di nove mesi. L’uomo, Mojibor Rahman 38 anni originario del Bangladesh, è stato soccorso da due suoi cognati che sentendolo urlare si sono immediatamente precipitati in strada dove anche loro sono stati aggrediti e feriti con un coltello dopo un’accesa lite. Gli aggressori si sarebbero quindi dati alla fuga lasciando le vittime sanguinanti in strada. I carabinieri sono sulle tracce dei tre sconosciuti ma le vittime hanno potuto fornire solo scarse indicazioni agli agenti. Si tratterebbe di tre persone di carnagione chiara ma di cui non si conosce la nazionalità. A dare la notizia è stato il Comitato Immigrati in Italia – Comunità Bangladesh Roma che in un comunicato denunciano la scarsa sicurezza nel quartiere di Tor Pignattara e l’assenza delle forze dell’ordine. “le strade sono piene di delinquenti, teppisti e criminali- si legge nella nota- siamo sempre noi gli immigrati ad essere aggrediti e impauriti dai delinquenti”. Dopo l’ennesimo episodio di violenza che si è consumato nel quartiere romano, la comunità belgalese ha indetto per questo pomeriggio una protesta affinché vengano presi provvedimenti per garantire maggiore sicurezza nella zona. Il raduno degli immigrati residenti si terrà in via Gabrio Serbelloni, nella periferia ad est della capitale, dove è avvenuta la rapina.

ELEONORA DOTTORI

D: Che differenza c’è tra furto e rapina? E la “rapina impropria” cos’è?

R: L’elemento caratteristico che distingue il reato di rapina da quello di furto è l’uso della violenza o minaccia dopo la sottrazione della cosa mobile altrui.

La “rapina impropria” consiste, invece, nella condotta di chi, dopo aver sottratto una cosa mobile altrui, adopera violenza o minaccia per assicurarsi il possesso della cosa sottratta o per garantirsi l’impunità. La pena che si applica è la stessa prevista per la rapina, e cioè la reclusione da 3 a 10 anni oltre ad  una multa.

AVV.TOMMASO ROSSI

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