Rapì una bambina travestendosi da infermiera: dopo 23 anni, il giallo si risolve.

NEW YORK, 31 Luglio 2012 – E’ una storia da film, americano per di più, quella di Anne Pettway, afroamericana cinquantenne che nell’87 rapì una neonata nell’ospedale di Harlem, introducendosi all’interno della struttura travestita da infermiera.
Il caso – Carolina White aveva 19 giorni quando fu portata all’ospedale di Harlem dai genitori, a causa di una febbre. Nella sala di emergenza, c’era lei, Anne Pettway, vestita da infermiera. Ho preso il treno per Harlem. Sono andata all’ospedale. Ho preso la bambina. Sono ritornata nel treno e l’ho cresciuta come se fosse mia” ha dichiarato la Pettway durante il processo. Così è stato, per 19 lunghissimi anni. Carlina è stata cresciuta con il nome di Nejdra ‘Netty’ Nance prima in Connecticut, poi ad Atlanta. La ventitreenne ha raccontato che quella che lei riteneva sua madre si drogava e la maltrattava. Poi, a 16 anni, i primi sospetti, quando era rimasta incinta ed Ann non era stata in grado di fornirle un certificato di nascita per ottenere l’assistenza pubblica. Messa alle strette, Pettway le aveva raccontato di non essere sua madre e che la vera genitrice l’aveva affidata a lei quando era neonata. I sospetti di Carlina furono confermati pienamente soltanto nel Dicembre 2010 quando, surfando sul sito del National Centre for Missing and Exploited Children” ha trovato la sua foto da bambina.

Anne Pettway, un personaggio “alla Stephen King” – La protagonista di questa storia, Anne Pettway, degna protagonista romanzo di Stephen King, ha avuto più volte problemi con la giustizia: dal 1997 al 2012 è incorsa nei reati di furto, falsificazione, possesso di marijuana e tentativi di appropriazione indebita. Inoltre, aveva falsificato tre gravidanze. Ad ogni modo, nessuno l’aveva ricollegata al rapimento di Carlina, per il cui ritrovamento erano perfino messi a disposizione $10,000 dal comune di New York.

Il processo – Ann Pettway, sarà giudicata dalla Corte Federale di Manhattan, di fronte alla quale si è dichiarata colpevole (“Pleading guilty”) di rapimento. “Sapevo di essere nel torto”, ha dichiarato di fronte alla Corte. Tuttavia, durante l’interrogatorio, durato venti minuti, non è stata capace di spiegare il perché. Essendosi dichiarata colpevole, la donna rischiava dagli 11 ai 13 anni di reclusione ed è stata condannata a 12 anni dal Giudice Kevin Castel. Carlina non si è presentata a testimoniare, mentre la madre biologica, Joy White, ha commentato “ho perso 23 anni a stare senza mia figlia. Dodici anni non sono abbastanza.” Il padre, Carl Tyson, divorziato dalla moglie dopo il rapimento della loro bambina, si è rivolto duramente alla Pettway nel corso della sua testimonianza: “Non deve neanche pronunciare il suo nome davanti alla corte”.

La signora White ha inoltre raccontato che ha sempre portato la foto della sua bambina con se, e ogni notte, prima di addormentarsi ci parlava “So che mi troverai. Staremo di nuovo insieme.” Ora il rapporto tra lei e Carlina sembra ristabilito, hanno i loro alti e bassi, ma si sentono spesso al telefono.

CLARISSA MARACCI

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