Quiete e sgomento dopo la tempesta a Reggio Calabria.

REGGIO CALABRIA, 3 DICEMBRE ’11 – Son passati solo tre giorni dagli arresti eccellenti effettuati dalla Procura di Milano, ma nella città in riva allo Stretto lo stupore resta immutato. Ci siamo già occupati gli scorsi giorni su Fatto&Diritto della notizia http://www.fattodiritto.it/raffica-di-arresti-a-reggio-calabriain-manette-il-giudice-antimafia-vincenzo-giglio/.
A lasciare stupiti è soprattutto l’arresto del giudice Vincenzo Giglio, Presidente della Sezione Misure di prevenzione di Reggio Calabria, esponente di spicco di “Magistratura democratica”, docente di diritto penale alla Scuola di specializzazione di Reggio Calabria. Durissime le accuse mosse dal GIP Giuseppe Gennari il quale, nella sua ordinanza di custodia cautelare, scrive che <il giudice Giglio fa la cosa peggiore per chi, come lui, riveste un ruolo istituzionale delicatissimo e di garanzia della legalità: egli strumentalizza il proprio ruolo e la proprio autorevolezza per interessi privati e lo fa con un livello di spregiudicatezza veramente inquietante>.
<Noi cerchiamo di riaccreditare le Istituzioni, incoraggiare i giovani a credere nelle istituzioni…c’è un’aggravante che nessun codice purtroppo contempla, è che sfiduciano i cittadini> dice amareggiato Mimmo Nasone, responsabile locale di Libera, l’associazione di Don Ciotti, da sempre impegnata contro le mafie, con la quale il magistrato arrestato collaborava.

Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini afferma che <la Procura di Milano è serena e certa che gli elementi raccolti erano sufficienti per la cattura>. Per il giudice Gennari dagli atti emerge di Giglio un ritratto complessivo <estremamente negativo. E’ il ritratto di un personaggio considerato notoriamente “avvicinabile” in ambienti criminali di elevato spessore>.
Intanto il 16 dicembre prossimo in CSM deciderà sulla sospensione dalla funzione di magistrato di Vincenzo Giglio.

SABRINA SALMERI

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