Proteste in tutta Italia del movimento No Tav. L’attivista Abbà ancora in coma farmacologico

TORINO, 28 FEBBRAIO ’12 – Tra qualche ora i medici del Cto di Torino forniranno un nuovo bollettino ufficiale sulle condizioni di Luca Abbà, di 37 anni, tra i leader del Movimento No Tav della Val Susa, che ieri, per cause ancora in corso di accertamento, è caduto da un traliccio dove si era arrampicato per portare avanti la protesta contro l’ampliamento del cantiere a Chiomonte e i relativi espropri. Abbà, in onda su Radio Blackout per descrivere quei concitati momenti, avrebbe annunciato di essere pronto a tutto, anche ad appendersi ai fili dell’alta tensione, pur di difendere la propria terra dalla costruzione della Tav Torino Lione. Il movimento invece sottolinea che Abbà sarebbe caduto dal traliccio perché la polizia lo inseguiva e denuncia la lentezza dei soccorsi. La Procura ha aperto un’inchiesta per far luce su quanto realmente successo. Già ieri sera alcuni attivisti del movimento avevano bloccato la A32 Torino-Bardonecchia ma le forze dell’ordine con idranti e lacrimogeni hanno rimosso il blocco e la circolazione autostradale è tornata alla normalità. Continua invece il presidio davanti al Cto di Torino dove si trova ricoverato Abbà che ha riportato ustioni e traumi da caduta, secondo i medici il 37enne sta rispondendo bene ma solo tra qualche ora si avranno notizie più certe sulle sue condizioni di salute. Intanto, le manifestazioni si moltiplicano in tutta Italia, soprattutto nelle grandi città del centro nord come Roma, Bologna, Ancona, Pisa, dove i manifestanti hanno occupato le stazioni ferroviarie. Un gruppo di attivisti dell’Assemblea permanente dei movimenti Marche ha bloccato per un paio di ore il traffico delle auto davanti alla stazione ferroviaria di Ancona, in segno di solidarietà. ”Con Luca nel cuore! Siamo tutti No Tav. Stop agli espropri” lo striscione appeso dai manifestanti. Altri presidi sono stati annunciati a Chianocco, in provincia di Torino, per impedire il cambio di turno delle forze dell’ordine. I lavori al cantiere proseguono come se nulla fosse successo ma i sindaci della Val di Susa incontreranno il Prefetto per chiedere di sospendere i lavori per motivi di ordine pubblico. Nel corso della giornata di ieri i leader dei partiti di centro sinistra, sia locali che nazionali, hanno chiesto anche loro l’interruzione dei lavori mentre Pd, Pdl, Udc e Lega, sono convinti che si debba andare avanti.

ELEONORA DOTTORI

 

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