Protesta violenta davanti alla sede di Equitalia: la polizia carica, feriti agenti e manifestanti

NAPOLI, 12 MAGGIO ’12 – Sfocia in violenza la protesta organizzata da un centinaio di manifestanti davanti agli uffici di Equitalia in Corso Meridionale a Napoli. La Rete si era organizzata da diversi giorni distribuendo volantini con su scritto “Equitalia, fermiamoli, ora basta!” ma secondo la polizia la protesta non era autorizzata. I manifestanti avrebbero dapprima lanciato delle uova con vernice rossa verso gli uffici, sarebbero stati esplosi alcun petardi e poi bottiglie e sassi contro gli agenti del reparto mobile schierati a davanti a Equitalia. La polizia ha cercato di placare gli animi lanciando alcuni lacrimogeni ma la protesta non si è calmata, anzi, i manifestanti hanno rovesciato alcuni contenitori dei rifiuti in strada prima di far partire con un corteo, forse nel tentativo di aggirare le forze dell’ordine e tornare davanti agli uffici della società di riscossione. Due manifestanti e una dozzina di agenti sono rimasti feriti mentre nella zona il traffico è stato bloccato. Sette persone sono state identificate dalla Digos e denunciate per resistenza, lesioni aggravate danneggiamento e blocco stradale. Secondo la Rete la grande maggioranza dei manifestanti era composta da persone che direttamente o indirettamente avevano ricevuto consistenti cartelle esattoriali ed ha annunciato una nuova protesta prevista per venerdì prossimo davanti alla sede di Equitalia in via Bracco. Vogliono che la società venga chiusa e chiedono una sanatoria per aiutare le fasce più deboli della popolazione disperate a causa dei debiti.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa rischiano i manifestanti identificati?

R: Il reato più grave è la resistenza a pubblico ufficiale, che punisce con la reclusione da sei mesi a 5 anni chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale, o ad un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto di servizio. Su questo verrebbero applicati eventualmente gli aumenti per la disciplina della continuazione per gli altri reati di cui possano essere riconosciuti colpevoli gli imputati. Ragionevolmente potrebbero rischiare tra uno e due anni di reclusione, pena che potrà essere sospesa con la “condizionale” se l’imputato non ne ha già fruito per più di una volta, e comunque nel limite complessivamente di due anni.

AVV.TOMMASO ROSSI

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