ROMA, 24 DICEMBRE ’11 – L’azienda francese Pip (Poli Impiant Prothese), produttrice delle protesi di silicone adoperate dai chirurgi plastici nel rifacimento del seno, è fallita ed ora il suo fondatore, Jean Clode Mas, 72 anni, è ricercato dall’Interpol e dalle autorità del Costarica per aver attentato alla ‘vita’ e alla ‘salute’ delle pazienti.
Le protesi Pip, che erano commercializzate a basso costo rispetto ad altri modelli, erano già state ritirate dal mercato nel 2010 sia in Francia e Gran Bretagna che in Italia, quando era stato rilevato che il materiale adoperato per le protesi di silicone era assai scadente e che le rotture degli involucri avvenivano di frequente. A distanza di un anno, lo scandalo è esploso in tutto il suo fragore mediatico, ma non solo: sono tante la signore preoccupate, nella consapevolezza che quei ‘sacchetti’ riempiti di silicone sono a rischio e potrebbero rompersi, disperdendo il contenuto nell’organismo. In tutto il mondo le protesi Pip vendute sono circa 400.000 e in Italia circa 4.500 donne operate al seno le hanno impiantate prima del 2010, anche se probabilmente esse sono molte di più, poiché molte pazienti che si sottopongono a tale intervento non rivelano la propria identità facendo appello alla privacy. Anni fa si voleva istituire un registro apposito, ma il progetto fu abbandonato proprio per ragioni di riservatezza.
L’allarme è stato nuovamente innescato la scorsa settimana dal responsabile francese della Salute, Jean-Yves Grall che ha segnalato due morti sospette per cancro alla mammella di donne che avevano subito l’impianto delle protesi. Il Ministro della Salute Bentran è subito intervenuto con una nota ufficiale in cui ha consigliato come ‘misura preventiva non urgente’ la rimozione delle protesi a mezzo estirpazione chirurgica a chi le abbia impiantate. Al tempo stesso ha però affermato che al momento non vi è alcuna certezza e alcun riscontro scientifico su effetti cancerogeni in caso di rottura e ha parlato solo di reazioni infiammatorie. Parole puntualmente riprese nel nostro Paese nel parere emanato in merito alla vicenda dal Consiglio superiore della salute presieduto dal Ministro Renato Balduzzi. In particolare, è stato rivolto un invito a tutte coloro che hanno subito l’impianto di una protesi mammaria, di rivolgersi ai propri chirurghi per conoscere la marca e il modello del prodotto utilizzato.
Il Ministro Balduzzi ha emesso un’ ordinanza dove impone a tutti i centri specializzati la notifica al Ministero degli ordini d’acquisto delle protesi, dichiarando che in effetti esse sono a rischio perché fabbricate con materiale non sufficientemente resistente e ribadendo di essere in continuo contatto con il Ministero della Salute francese. Ha comunque sottolineato di non farsi prendere da facili allarmismi fuori luogo poiché le correlazioni con il carcinoma alla mammella non sono mai stati dimostrati dagli esperti che in questi giorni stanno appunto rassicurando le loro pazienti sul punto.
Il Ministro Balduzzi ha anche fatto sapere che tutti gli interventi di estirpazione delle protesi apposte in seguito a problemi di salute, saranno finanziati dal Ministero.
Anche i Nas si sono attivati per le verifiche presso distributori e rappresentanti che in passato possano aver distribuito protesi ‘Pip’.
Come detto, comunque, gli specialisti sono indaffaratissimi nel rassicurare le loro pazienti che, fra l’altro, spesso impiantano la protesi dopo l’intervento d’esportazione del seno a causa di patologie e non necessariamente per avere qualche rotondità in più.
Andrea Dattilo
D: Di quale reato potrebbe essere accusato in Italia il fondatore della Pip Jean Clode Mas ?
R: Di lesioni personali colpose gravi continuate o di omicidio colposo in caso di morte delle pazienti per lo sviluppo di tumori. Non esiste in Italia un reato di attentato alla salute pubblica che preveda un’ampia gamma di condotte colpose. Vi sono reati a tutela della salute pubblica ma le condotte punite sono la somministrazione di medicinali pericolosi, l’avvelenamento di acque o sostanze alimentari. Forse si potrebbe far rientrare il reato di adulterazione o contraffazione di cose destinate al commercio, punito con la reclusione da uno a 5 anni.
D: Mas è ricercato in Costarica: che cosa è l’Interpol ?
R: L’Interpol, il cui nome completo è Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale, si occupa di cooperazione di polizia e contrasto del crimine internazionale. L’Interpol è nata a Parigi nel 1946: in ogni paese membro è presente un ufficio centrale di polizia internazionale che collabora con la polizia nazionale e con gli organi centrali dell’Interpol. L’interpol ha un ruolo meramente di coordinamento, non avendo un proprio corpo di polizia.
L’interpol può, come in questo caso, emettere “richiesta di arresto ai fini dell’estradizione”. Le “red notice” (mandato di cattura internazionale) viene diramato ai 188 paesi che aderiscono all’Interpol.
Essere colpiti da un mandato di cattura internazionale significa che viene disposto nei confronti di un soggetto un provvedimento di natura cautelare che può essere eseguito su tutti i territori, e quindi anche a livello internazionale, ed una volta avvenuto si procederà con l’estradizione del soggetto catturato.La collaborazione internazionale, infatti, si concretizza proprio per la possibilità di accedere allo strumento dell’estradizione ossia una procedura diretta alla materiale consegna di un imputato o condannato dal nostro ad altro Stato o viceversa.
D: Alcune conseguenza comunque negative derivanti dalla lacerazione delle protesi pare confermata: le pazienti che si sono sottoposte all’impianto, potranno chiedere il risarcimento del danno e nel caso, a chi?
R: Se vi saranno conseguenze alla salute (sul punto rileggete l’approfondimento medico con l’Oncologo su http://www.fattodiritto.it/francia-seno-esplosivo-aperta-un’inchiesta-sul-silicone-killer/) le pazienti potranno chiedere il risarcimento danni alla ditta (nel frattempo fallita quindi insinuandosi nella procedura fallimentare) e, a mio parere, anche alle strutture sanitarie in cui sono state operate e che facevano utilizzo di quel tipo di protesi.
AVV.TOMMASO ROSSI
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