Processo Ruby: la parte civile Ambra Battilana racconta le ‘cene eleganti’

MILANO, 16 GIUGNO ’12 – Ambra Battilana, ex miss Piemonte, è stata ascoltata dai giudici milanesi nell’ambito del processo che vede coinvolti Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. La giovane è infatti la prima parte civile ad essere intervenuta come testimone delle serate che si svolgevano ad Acore, nella residenza dell’ex premier Silvio Berlusconi. Ambra, 20 anni, ha raccontato di aver visto Nicole Minetti fare uno spettacolo di lap dance e che una volta rimasta nuda, indossava solo un paio di scarpe con diamantini, si è messa a ballare vicino a Berlusconi, “toccava e si faceva toccare come le altre” ha raccontato la ragazza. Al racconto ha assistito anche la consigliera regionale che ha ascoltato la deposizione seduta vicina ai suoi avvocati. Nel procedimento oltre ad Ambra si sono costituite parte civile anche Chiara Danese, Imane Fadil, Barbara Guerra e Iris Berardi. Ambra Battilana, che ad Arcore c’è stata nell’estate del 2010, ha raccontato anche di aver visto contatti fisici tra Berlusconi, Fede e le ragazze nella sala del bunga-bunga: “si facevano toccare nelle parti intime da ragazze nude e queste ragazze che si facevano toccare il seno e il sedere”. Durante la cena, invece, Berlusconi si sarebbe fatto portare una statuetta di Priapo, il dio mitologico noto per le dimensioni del pene, con la quale alcune ragazze tra cui Roberta Bonasia fingevano un rapporto orale. Poco dopo, sempre stando al racconto di Ambra, Berlusconi “ci appoggiò le mani sul sedere, un palpeggiamento come per aiutarci, a suo modo, a salire le scale”. La teste, asciugate le lacrime dopo che un legale in contro esame ha fatto riferimento ad una denuncia per violenza sessuale nei confronti di un uomo anziano conosciuto quando era minorenne , ha proseguito il racconto ricordando il primo incontro con Emilio Fede nell’agosto del 2010. Lei e Chiara Danese si erano viste con l’ex direttore del Tg 4 per un casting, Fede avrebbe detto loro che sarebbero potute rimanere a dormire da lui dopo il lavoro. Fu un collaboratore di Mora, Daniele Salemi, ad accompagnare Ambra e Chiara ad Arcore. Lo stesso Salemi è stato chiamato come testimone ma si è avvalso della facoltà di non rispondere poiché indagato insieme ad altri due talent scout in uno stralcio ancora aperto dell’inchiesta sul caso Ruby. Torniamo al racconto di Ambra: lei e Chiara arrivano ad Arcore su invito di Emilio Fede che avrebbe fatto capire più volte a Berlusconi che le due ragazze erano sue perché lui le aveva portate. Nella sala del bunga-bunga alcune ragazze si facevano baciare il seno da Berlusconi, altre erano vestite da infermiere, come la Bonasia che aveva anche un frustino. “Sembravano prostitute” ha detto Ambra ai giudici raccontando anche che Fede le parlò delle gemelle De Vivo le quali quella sera si sarebbero prese 6mila euro da Berlusconi. Dopo poco le due ragazze avrebbero chiesto di andare via. Al processo non ha potuto partecipare Chiara Danese, anche lei parte civile, per motivi lavorativi.

Processo Ruby: le parole di Antonio Passaro non convincono i pm

Nell’ambito del processo è stato ascoltato anche il modello e avvocato Antonio Passaro. Ai giudici del Tribunale di Milano Passaro ha raccontato che Ruby gli avrebbe offerto 4mila euro per avere un rapporto sessuale ma che lui non le avrebbe creduto. “Faremo le nostre valutazioni sulle sue dichiarazioni” hanno detto i pm Antonio Sangermano e Pietro Forno a Passaro, per nulla convinti dalle risposte che il teste ha dato ai giudici. I conti, infatti, non tornano: il pm ha contestato al modello una intercettazione in cui lui e Ruby parlavano di “Papi” e di come “lei (cioè Noemi Letizia) è la pupilla, io (Ruby) sono il culo”; Passaro ha risposto di sapere quelle cose perché le aveva lette sui giornali, ma sulla stampa le prime notizie sarebbero arrivate successivamente. Il teste ha aggiunto che Ruby non gli aveva mai detto di essere una prostituta e che non gli ha mai parlato di Berlusconi. Il teste non ha fatto nessun riferimento invece alla Minetti ma ha raccontato che Ruby gli aveva parlato di Lele Mora perché la figlia l’ha aiutava e di una cena con Fede nel principato di Monaco.

ELEONORA DOTTORI

D: Che succede se un testimone viene accusato di falsa testimonianza?

R: Nel nostro sistema penale, mentre l’imputato ha diritto di dire anche il faslso per difendersi, il testimone ha l’obbligo di dire la verità. L’art. 372 del codice penale prevedere che chiunque, deponendo come testimone innanzi all’autorità giudiziaria afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply