Processo bis alle nuove Br, Davanzo invoca la rivoluzione: ‘ è il momento buono’

MILANO 16 MAGGIO 2012 – Nelle Febbraio scorso, la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio le precedenti condanne nei confronti di 13 persone ritenute facenti parti delle c.d Nuove Brigate Rosse – Partito Comunista Politico Militare , ordinando che il processo di appello si ripetesse. I presunti nuovi terroristi rossi, furono arrestati nel 2007 all’interno dell’operazione ‘ tramonto’, condotta dal p.m Ilda Bocassini con varie accuse, fra cui associazione a delinquere finalizzata al terorismo, banda armate e detenzione illegale di armi da fuoco. Da quanto risultò dal primo processo, erano in progetto diversi attentati a personaggi delle istituzioni e dell’imprenditoria. Sette condannati si trovano ora in carcere con pronunce assai pesanti: Claudio Latino e Davide Bortolato furono condannati in appello a 14 anni e 7 mesi, Vincenzo Sisi a 13 anni e 5 mesi, Alfredo Davanzo a 11 anni e 4 mesi, Bruno Ghirardi e Massimiliano Toschi a 10 anni e 8 mesi e Massimiliano Gaeta a 8 anni.
L’ avvocato Giuseppe Pellazza, ieri innanzi alla seconda Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Milano, ha richiesto la scarcerazione dei suoi assistiti, proprio alla luce della sentenza della Suprema Corte, che ha annullato le precedenti pronunce in primo grado e in appello, non ritenendo sufficienti le motivazioni date dai giudici di merito per ipotizzare la presenza di una organizzazione terroristica.
Ora i giudici del processo d’appello bis stanno nuovamente studiando le carte e la requisitoria del Sostituto Procuratore, Laura Barbaini, è attesa per giovedì prossimo.
Nel frattempo, le istanze degli avvocati difensori sono state respinte ed i sette accusati restano in carcere.
Ieri, i sette imputati si sono presentati in aula salutando a pugno chiuso i propri amici e parenti e durante una pausa del processo, avvicinati da dei giornalisti, hanno anche commentato i recenti fatti che hanno visto protagonista il manager dell’Ansaldo, Roberto Adinolfi, ferito alle gambe da membri della sigla terroristica FAI ( Federazione Anarchica Informale ).

In particolare Davanzo, considerato l’ideologo delle Nuove Br, ha gridato ‘ Viva la rivoluzione, questo è il momento buono per la rivoluzione’. Gli ha replicato Vincenzo Sissi, che ha ribadito che ‘ solo con le armi si sovvertono i poteri’, dichiarandosi operaio comunista che ha preso le armi. Successivamente, a nome anche degli altri processati, ha dichiarato di rinunciare alla difesa come gesto politico e di revocare il mandato ai legali. Un gesto che ci riporta ai tempi del processo Moro, quando i brigatisti rinunciarono alla difesa dichiarandosi prigionieri politici.

Avanti al Tribunale di Milano, si sono radunati una trentina di manifestanti che hanno esibito uno striscione con scritto ‘ la rivoluzione e le lotte non si processano’ e uno in cui si esprimeva ‘ solidarietà ai compagni arrestati e ai rivoluzionari prigionieri’. Nei giorni scorsi, il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, non aveva nascosto le sue preoccupazioni, temendo una nuova strategia terroristica volta a colpire gli equilibri del Paese per riportarlo agli anni più bui della sua storia recente.

Andrea Dattilo

D: La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le due precedenti sentenze di condanna degli imputati e ora si dovrà rifare il processo d’appello: le misure di custodia in carcere, dopo due procedimenti giunti a sentenza, potevano essere sospese?

R: Le misure cautelari non vengono sospese, ma applicate, modificate o revocate a seconda del permanere, cessare o modificarsi delle esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza. Dopo una sentenza di annullamento della Corte di Cassazione, con rinvio al Giudice dell’appello, non essendo una pronuncia di assoluzione sul merito dei fatti ma di mero annullamento per un profilo di legittimità che si ritiene violato, non viene necessariamente revocata la misura cautelare in atto. Discorso diverso riguarda i termini massimi di custodia cautelare, divisi a seconda dei vari gradi e fasi del processo, sforando i quali il giudice deve ordinare la scarcerazione per decorrenza termini.

D: Fin dai tempi del processo Moro, si è molto discusso sull’argomento: alla luce dell’art 24 della Costituzione e dei principi inviolabili del processo penale, può un imputato rinunciare al proprio diritto di difesa, o comunque delegarlo a se’ stesso?

R: No, il diritto di difesa è inviolabile e irrinunciabile, e può essere esercitato solo mediante un difensore iscritto all’albo degli avvocati. I gesti di protesta dei brigatisti portati avanti sin dagli anni di piombo, sono più che altro una presa di posizione simbolica rispetto all’ordinamento dello Stato che impone queste regole di giurisdizione. In questi casi, così come appunto successe nei maxi processi alle brigate rosse, vengono nominati dei difensori d’ufficio che non possono rinunciare alla nomina. Ricordiamo che nel 1976 ci fu a Torino il processo ad alcuni membri delle BR, tra cui Renato Curcio, Alberto Franceschini e Prospero Gallina:ri: al processo tutti gli imputati detenuti revocarono il mandato ai loro difensori di fiducia e minacciarono di morte i legali che avessero accettato la nomina come difensori di ufficio. Fulvio Croce, anziano civilista Presidente dell’Ordine degli avvocati di Torino, nominato dal Presidente del Tribunale stante le rinunce di tutti i difensori d’ufficio che via via erano indicati, assunse la difesa di alcuni degli imputati assieme a Franzo Grande Stevens . Il 28 aprile 1977, pochi giorni prima di un’altra udienza, Fulvio Croce fu ucciso con cinque colpi di pistola da un commando di tre persone.

L’azione fu rivendicata dalle Brigate Rosse e Fulvio Croce resta per tutti noi che amiamo questo lavoro, a volte tanto mal visto e pregiudizialmente valutato, un esempio eroico gridato nel silenzio della normalità di dedizione e professionalità.

Dovrebbero raccontare queste storie nelle Università Italiane.

AVV. TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

2 Responses

  1. Davide Toccaceli
    Davide Toccaceli at |

    Tranquillo, l'ha racontata l'altro ieri Carlo Lucarelli…a noi , se ricordi, ci ha tenuto una lezione l'Avv. Piazzolla un paio di anni fa…….

    Reply

Leave a Reply