Povertà e gioco d’azzardo: legame di sangue

I NUMERI DI UN RAPPORTO CHE SI ALIMENTA A VICENDA

di avv. Osvaldo Asteriti

imagesSecondo i dati Istat, ci sono in Italia 1.619.000 famiglie in povertà assoluta, quasi 5 milioni di persone. Secondo l’Istituto di statistica, inoltre, quasi 12 milioni di persone nel nostro Paese sono in una situazione di rischio/vulnerabilità economica, cioè corrono il pericolo di diventare povere. Complessivamente, il 30% della popolazione.

Sempre stando ai dati Istat, negli ultimi dieci anni i “poveri assoluti” – chi non è in grado di acquistare nemmeno beni e servizi essenziali – sono triplicati. Nel 2006 erano 1,66 milioni, l’anno scorso l’istituto di statistica ne ha contati 4,7 milioni. Tra cui 1,3 milioni di bambini.

 

Tra le cause di questa difficile situazione economica sicuramente si deve annoverare il gioco d’azzardo, cresciuto negli ultimi dieci anni, in termini percentuali, nella stessa misura della povertà.

La raccolta, cioè la spesa degli italiani per il gioco d’azzardo, infatti, negli ultimi dieci anni è triplicata, passando dai 34 miliardi del 2006 ai 96 miliardi del 2016.

 

Ma qual è il rapporto che lega azzardo e povertà? Qual’è la causa e quale l’effetto? La conclusione più ragionevole è che povertà e azzardo siano strettamente connessi, costituendo un circolo vizioso, in cui l’una diventa causa ed effetto dell’altro, grazie ad un meccanismo perverso, cinicamente sfruttato dai monopoli e dall’industria del gioco.

 

La difficilissima situazione in cui versano milioni di famiglie, con scarsissime risorse economiche per vivere, rappresenta un “volano” perfetto per il gioco d’azzardo. La scarsità di risorse disponibili, neppure in grado di assicurare a molti quella “esistenza libera e dignitosa”, che la Costituzione riconosce come diritto di tutti, spinge, anche grazie ad una apposita pubblicità, a giocare d’azzardo, che diventa a sua volta causa di povertà.

 

Mi domando quante delle persone attualmente in condizione di povertà assoluta o in situazione di grave disagio economico e sociale cadranno nell’illusione, abilmente creata, di poter uscire dalla difficile situazione in cui versano, ricorrendo al gioco d’azzardo, cedendo al miraggio della ricchezza facile, che lo stesso cinicamente promette, peggiorando così la propria situazione.

 

Per impedire questo rischio, occorrerebbe innanzitutto ridurre, ma realmente, l’offerta di azzardo, in tutte le sue forme, sia su piattaforma fisica, sia on line, ridurre, ad esempio, le 50 lotterie istantanee attive, le centinaia di migliaia di “macchinette”, non solo le slot, ma anche le più pericolose vlt, diminuire le estrazioni del 10 e lotto, attualmente una ogni 5 minuti, 24 ore al giorno, solo per fare qualche esempio.

 

Intervenire effettivamente sulla pubblicità del gioco d’azzardo, formalmente vietata, ma ossessiva, onnipresente e smetterla di raccontare la “favola” ipocrita che il gioco legale serva a contrastare il gioco illegale.

 

Eliminare una volta per tutte, dal meccanismo dei giochi, l’inganno dei piccoli premi, e di altri meccanismi altrettanto insidiosi, costringere i concessionari all’osservanza delle norme a tutela della salute dei giocatori, ad esempio, assicurando una corretta, efficace comunicazione del divieto di gioco ai minori, la comunicazione del rischio dipendenza che il gioco può comportare, fornire l’indicazione della probabilità di vincita.

 

Questo Governo, che non riesce ad assicurare alle persone i mezzi per vivere un’esistenza libera e dignitosa, dovrebbe smetterla di illuderle di poter raggiungere questo traguardo grazie al gioco d’azzardo di Stato.

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