Portate con voi i contanti: bloccati i Pos del Vaticano

3 GENNAIO ’13, ROMA – Se la vostra banca è italiana, non avete conti svizzeri o caraibici cui attingere e decidete di andare a Roma e poi fare una scampagnata nello Stato della Città del Vaticano, ricordate di portare con voi i contanti e di lasciare a casa le carte di credito o i bancomat. Infatti è notizia di poco fa che la Banca d’Italia ha bloccato tutti i pagamenti elettronici attraverso Pos e attraverso il circuito mondiale delle carte di credito nello Stato della Città del Vaticano.

Anche per accedere ai Musei Vaticani, ogni anno visitati da cinque milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, non si potrà fare uso di carte magnetiche.

Stando a quanto emerge dalle fonti di Palazzo Koch,   il Vaticano, con pieno diritto di avere tutti i Pos che vuole con altre banche, non può averne con banche italiane poiché, ai sensi della normativa antiriciclaggio, il piccolo Stato è considerato Paese extracomunitario “non equivalente” ai fini di vigilanza e, appunto, di antiriciclaggio.

La banca provider dei Pos vaticani è la Deutsche Bank, soggetto di diritto italiano e quindi vigilato dalla Banca d’ Italia, ma i Pos erano stati aperti senza richiedere la necessaria autorizzazione in via Nazionale. Solo nel 2012, la Deutsche Bank ha presentato un’istanza in questo senso, che però è stata respinta da via Nazionale ed è per questo motivo sono stati disattivati tutti i Pos vaticani, da quelli dei Musei fino ad arrivare a quelli della farmacia internazionale (dove è possibile entrare anche per i cittadini italiani muniti di ricetta e documento), ai supermercati alimentari e ai magazzini di vestiti e tecnologia (dove l’ingresso è limitato ai possessori di particolari tessere), alla numismatica e alla filatelia.

Ci sono tutti gli elementi per un nuovo caso sulle finanze vaticane…

La notizia è stata diffusa da una nota inviata via mail della direzione dei Servizi econmici del governatorato della Santa Sede e ribadita da un’altra nota della ragioneria dello Stato vaticano. Uniche forme di pagamento ammesse saranno, da ieri, i contanti, gli assegni e i bancomat Ior, la banca vaticana: ancora non è dato sapere i tempi in cui si ovvierà a questo inconveniente, tanto che nei comunicati si parla di “lasso temporale da definire” o di “fino a data da definire”.

Nessun commento sulle spiegazioni della Banca d’ Italia da parte del portavoce della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, il quale si è limitato a spiegare: “il blocco è stato originato dal fatto che le relazioni di alcuni uffici della Città del Vaticano con uno dei loro prestatori di servizio per l’uso delle carte di credito e dei Pos presenti nei punti vendita interni alla Città del Vaticano, per facilitare il pagamento dei servizi a turisti e pellegrini, sono in via di scadenza”.

Padre Lombardi ha aggiunto che sono in corso i contatti per porre rimedio alla situazione e prevede che l’interruzione dei servizi sarà breve.

Il blocco dei pagamenti elettronici è una prassi molto grave che viene messa in pratica in presenza di situazioni sospette, appunto come operazioni di riciclaggio. “E’ un nodo venuto al pettine”, dicono in via Nazionale. Lo Ior, inoltre, avendo natura extracomunitaria e non equivalente, “non è autorizzato ad operare in Italia”, secondo quanto sottolineato dal sottosegretario al Tesoro Vieri Ceriani in una risposta ad un’interrogazione parlamentare.

Il problema dell’antiriciclaggio è particolarmente sensibile: molti sono stati gli sforzi del Vaticano negli ultimi tempi per cercare di rientrare nei livelli di adeguatezza giuridica per entrare a pieno titolo tra i Paesi che ottemperano alle regole internazionali. Addirittura, nel luglio scorso, nell’Assemblea plenaria del Comitato Moneyval di Strasburgo, ha sì ricevuto un riconoscimento (“La Santa Sede ha percorso una lunga strada in un periodo assai breve”, scrive il Consiglio d’Europa), ma anche l’invito a “rafforzare il proprio regime di vigilanza”. Un nuovo esame è previsto tra sei mesi. L’avviso del blocco dei Pos apre l’home page del sito ufficiale dei Musei Vaticani sotto il titolo “No pagamenti elettronici dal 1 gennaio”, con la formula di rito: “Ci scusiamo per i possibili disagi”.

MOSE’ TINTI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply