Poliziotto deruba la pornostar Maurizia Paradiso. Arrestato

MILANO, 6 GIUGNO ’12 – Brutto inconveniente per la pornostar Maurizia Paradiso, 57 anni, che si era recata per fare una visita presso l’ospedale milanese Niguarda. La Paradiso, nata uomo a Milano prima del cambio di sesso, è stata avvicinata da un poliziotto mentre stava attendendo una prestazione sanitaria. L’agente, R.P. di 32 anni, l’avrebbe invitata a sedersi nel posto di polizia e tra una chiacchiera e l’altra sarebbe riuscito a sottrarle dalla borsa l’agenda, contenente denaro in contante, poco meno di 3mila euro, e quattro assegni, per un totale di 1500 euro. Quando la conduttrice televisiva è stata chiamata dall’infermiere si è subito accorta cdi non essere più in possesso dell’agenda ed ha immediatamente incolpato il poliziotto con il quale aveva chiacchierato fino a poco prima di avergliela rubata. Sul posto è giunta una volante: gli agenti sarebbero riusciti a trovare nascosta nel bagno una mazzetta di soldi arrotolati e altri ancora nascosti dentro un armadietto. Anche l’agenda della Paradiso è stata ritrovata, era stata gettata nel cestino dei rifiuti di un altro reparto. Ad agevolare il lavoro degli agenti è stata la testimonianza di un infermiere che avrebbe raccontato di aver visto il poliziotto 32enne raggiungere un altro reparto con qualcosa tra le mani. Il poliziotto, accusato di furto pluriaggravato, è stato arrestato e processato per direttissima.

ELEONORA DOTTORI

D: Quando si parla di furto pluriaggravato?

R: Il furto si ha quando qualcuno si impossessa della cosa mobile altrui al fine di trarne profitto. Qui le aggravanti sono date dal fatto che il furto è stato commesso con destrezza, approfittando di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la privata difesa (all’interno di un ospedale), dall’aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità.

D: Che significa che l’agente è stato processato per direttissima?

R: Quando un soggetto viene arrestato nella flagranza del reato commesso il Pubblico Ministero presenta direttamente l’imputato, entro 48 ore dall’arresto, davanti al Giudice per la convalida ed il giudizio direttissimo, oppure, successivamente alla convalida dell’arresto, presentando avanti al Tribunale l’imputato nei 15 giorni successivi.

Altro caso di giudizio direttissimo è nei confronti dell’imputato che ha confessato durante l’interrogatorio. L’imputato può sempre richiedere un termine non superiore a dieci giorni per preparare la difesa.

Il processo per direttissima è comunque una scelta del Pubblico Ministero e non prevede sconti di pena (a differenza del giudizio abbreviato e del patteggiamento).

AVV.TOMMASO ROSSI

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