Polemiche Lega: Il cadavere della donna indiana che inquinava il sacro fiume Po

UDINE, 4 GIUGNO ’12 – Il capogruppo leghista al Comune di Udine, Luca Dordolo, ha esternato alcuni giorni fa su Facebook la sua preoccupazione per il fatto che l’indiano che ha gettato il cadavere della propria moglie nel po’, possa averlo inquinato. Il messaggio riportava precisamente queste parole «Maledetto, inquinare così il nostro sacro fiume….. Vorrei vedere io se andassimo a defecare o sgozzare mucche e maiali sul Gange, cosa direbbero…. Ah già, già lo fanno…. Ah beh, allora…..:o)». Questa esternazione è stata duramente criticata dagli esponenti del centro sinistra di Udine che hanno perfino chiesto le dimissione di Dordolo. «Pensino piuttosto a rivedere le loro fallimentari politiche sul multiculturalismo, che anche a Udine hanno portato a una mancata integrazione degli stranieri» risponde Dordolo. Ma il vicesegretario del Pd di Udine, Hosam Aziz, non ci sta e chiede al segretario della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia, Matteo Piasente, di intervenire sul punto :«indispensabile un intervento delle segreteria regionale, a meno che i vertici della Lega non condividano con il silenzio le dichiarazioni di Dordolo. Ma se la Lega, come penso, non le condivide, dovrebbe essere conseguente e chiedere a Dordolo le dimissioni da consigliere comunale visto che sembra inaccettabile che un partito sia rappresentato in un consiglio comunale di una città medaglia d’oro per la Resistenza da chi diffonde il seme del razzismo e della violenza politica».

Le spiegazioni di Dordolo. Dopo le polemiche suscitate in questi giorni nei social network e sui giornali, il Dordolo risponde così: “forse non inquinano la nostra società coloro che vorrebbero riportarci ad usanze medioevali? Questa nostra società che ricerca la parità di diritti di genere e che manda le donne in pensione alla stessa età degli uomini. Lottiamo per permettere alle donne di poter conciliare la vita lavorativa con quella della cura alla famiglia e questi le ripudiano e le ammazzano. Inquinare il sacro Po come l’ho buttata giù io significa questo: cedere il passo alle barbarie ed agli sfregi alle donne che rifiutano il marito imposto dalla famiglia (associazione Smile Again), all’infibulazione. Non ammorbano forse l’aria della convivenza quelle che rifiutano il cibo porto dagli alpini volontari perché il mestolo era sporco di maiale sotto le tendopoli del terremoto mentre migliaia partono in tutta fretta per rientrare in patria, come documentato dal TG1, invece di restare a dare una mano a sgombrare le macerie? Cosa ce ne facciamo di questa gentaglia ora, con la crisi? Perché dobbiamo mantenere in galera con quello che ci costa un delinquente uxoricida sikh indiano? Non è forse meglio mandarlo a scontare la pena nel suo luogo di origine e chiedere in cambio i nostri due marò colà detenuti? Potete condividere o meno, ma di questi temi non potrete fare a meno di discutere perchè toccano il nostro futuro e quello dei nostri figli“.

Ha cercato di salvarsi in corner o era veramente questa l’intenzione del suo messaggio, che tutti avrebbero dovuto leggere tra le righe? Ad ogni modo, ricordiamo a Dordolo che il Po è già inquinato: basti pensare all’ultimo disastro ambientale verificatosi nel Febbraio del 2010 a causa dello sversamento di milioni di litri di petrolio e idrocarburi dal fiume Lambro, sfociati poi nel mare Adriatico. Disastro che non sembra aver suscitato tutta questa preoccupazione da parte sua e degli adulatori del Po. Ma queste cose sono troppo complicate perché la politica possa occuparsene, più facile passare il tempo a sproloquiare su Facebook.

Ora, dopo l’esplosione dello scandalo, Dordolo ha cancellato da Facebook tutti i post a sfondo razzista, ma nella Lega si discute la sua espulsione.

CLARISSA MARACCI

 

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