Perugia: terrore da ‘Arancia Meccanica’, ucciso durante la rapina in villa


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PERUGIA, 3 MARZO ’12 – Ha reagito ai rapinatori che erano entrati in casa dei suoi genitori, ma quel gesto eroico gli è costato la vita. Luca Rosi, impiegato bancario di 38 anni, è stato crivellato con 4 colpi di pistola. Ucciso davanti al nipote di 8 anni. La rapina finita nel sangue stile ‘Arancia Meccanica’ si è perpetrata ieri sera intorno alle 22,30 lungo la strada San Fortunato in località Ramazzano, nelle campagne di Perugia. Ora è caccia all’uomo, o meglio alla banda di tre rapinatori-killer.
Ore 22,30. La famiglia di Bruno Rosi abita in una villetta nelle campagne alle porte di Perugia. Strada San Fortunato. Una casa circondata da pini e campi coltivati. E’ la casa dei genitori di Luca Rosi, impiegato presso la filiale della Unicredit di Ponte Felcino come lo era stato il padre Bruno. Una famiglia benestante, ma non certo ricca come forse ipotizzavano i rapinatori. Ieri sera Luca Rosi insieme alla compagna era andato a trovare i genitori. Il padre era uscito per una capatina al bar del paese, lasciando a casa la moglie che badava al bambino dell’altra figlia, la sorella di Luca. Quando Luca Rosi e la compagna sono arrivati, per il nipotino di 8 anni era una festa. Gli zii e la nonna, tutti lì a giocare con lui. Intorno alle 22 però la tranquilla intimità familiare viene bruscamente interrotta dall’irruzione di quei tre banditi che hanno aperto a calci una porta-finestra in cucina e sono penetrati in casa. I banditi – in tre, a volto coperto, con guanti per non lasciare impronte e armati di due pistole – hanno sorpreso la famigliola nel salotto. Li hanno minacciati, hanno urlato di consegnare loro denaro e gioielli. Una banda di professionisti, dall’accento forse stranieri, ma comunque giovanissimi, addirittura ventenni ma spietati. Stando alle prime informazioni trapelate, i banditi avrebbero messo a soqquadro l’abitazione alla ricerca di un lauto bottino, terrorizzando i presenti, ignorando che vi fosse anche un bambino innocente di 8 anni.

La reazione della vittima.

Minacce, ma non violenza, almeno fin quando il giovane Rosi non ha reagito, preso da un’istintiva paura per le sorti dei suoi cari, forse temendo che potesse ripetersi quanto drammaticamente accaduto in un’altra rapina in villa a inizio febbraio a Pietramelina, quando una donna venne rapinata, picchiata e stuprata dai banditi. Non è chiaro cosa fece scattare la reazione di Luca Rosi, ma qualsiasi timore gli fece raccogliere forza e coraggio per opporsi ai banditi, gli fu fatale. Quando i rapinatori, insoddisfatti del bottino trovato (gioielli e del denaro liquido nei portafogli) hanno legato gli ostaggi con dei fili elettrici di telefoni e lampade trovati in casa, qualcosa nella testa del giovane bancario è scattato. Una reazione immediata, che lo ha portato a trasformarsi da tranquillo impiegato di banca in eroe. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Luca Rosi si sarebbe alzato, si sarebbe messo in mezzo mentre i banditi armati di filo elettrico legavano i suoi familiari. A quel punto, uno dei banditi ha sparato. Quattro colpi di pistola, sparati senza pietà, contro quel giovane armato solo del suo coraggio. Un colpo alle gambe e gli altri al tronco. Colpi per uccidere, non per ferire o per fermare la reazione. L’uomo è caduto a terra, in un lago di sangue. Mezzo morto, davanti agli occhi inorriditi di sua madre, della giovane compagna e di quel bambino di 8 anni condannato per la vita a portarsi dietro quell’incubo. Luca Rosi non è morto sul colpo.

La fuga.

I banditi, prima di scappare, si sono assicurati una fuga tranquilla e soprattutto, il vantaggio del tempo, distruggendo i telefoni cellulari e gettandoli nel fuoco. Sono fuggiti a bordo della Volkswagen Golf nera di proprietà del giovane bancario. La macchina è stata rinvenuta dai carabinieri questa mattina poco distante dal luogo della rapina, verosimilmente ad attendere i banditi c’era un complice con un’altra auto ‘pulita’ con cui continuare la fuga. Quando alla villetta dell’orrore sono arrivati i soccorsi, ogni tentativo dei medici del 118 di rianimare Luca Rosi si è rivelato purtroppo inutile, quei colpi avevano raggiunto gli organi vitali.

Le ricerche e le indagini.

Immediate sono scattate le ricerche dei banditi. I carabinieri del comando provinciale di Perugia insieme alle forze di polizia stanno battendo tutta la provincia alla ricerca dei rapinatori-killer. I familiari della vittima, ancora comprensibilmente sotto choc, sono stati sentiti dagli inquirenti. Hanno raccontato i dettagli di quella rapina in stile ‘Arancia Meccanica’, hanno fornito alcuni elementi utili per indirizzare le ricerche dei banditi. Ora gli inquirenti stanno confrontando questi elementi al modus operandi di altri rapinatori che hanno messo a segno rapine nelle ville della zona e che sono ancora ricercati. Potrebbe essere la stessa banda. La pista più accreditata infatti, sarebbe proprio quella della banda di rapinatori professionisti dell’est Europa, tutti comunque giovani, forse poco più che ventenni. La macchina della vittima, usata dai banditi per scappare e poi ritrovata all’alba di questa mattina, è stata sequestrata per consentire ai carabinieri del Ris di controllarla alla ricerca di reperti, tracce biologiche o elementi utili a identificare quei malviventi. I Ris hanno anche effettuato rilievi scientifici nella villetta. La salma del povero Luca Rosi è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Perugia dove sarà sottoposta a esame autoptico per stabilire le cause della morte. Intanto, Ramazzano oggi si risveglia con la paura.

TALITA FREZZI

D: Quali reati vengono contestati ai tre banditi ricercati?

R: Rapina aggravata dall’uso di armi, dal fatto che erano in numero di tre persone e a volto coperto, forse sequestro di persona (se le altre persone sono state lasciate legate dopo la fuga) ed inoltre omicidio aggravato, per aver commesso il fatto per assicurarsi l’impunità del precedente reato. Rischiano l’ergastolo.

D: Anche se la vittima è morta in seguito ai colpi di pistola sparati dai banditi, perché è stata disposta l’autopsia?

R: In caso di omicidio viene sempre disposta l’autopsia. In questo caso servirà per capire bene il tipo di arma usata, la quantità di colpi, la direzione, per confrontare il tipo di proiettile che ha causato le perforazione con l’arma che si sospetta essere stata usata e tutta una serie di altri elementi che potrebbero fornire utili indizi per l’identificazione dei colpevoli.

D: Se la banda fosse responsabile anche della rapina culminata con lo stupro a Pietramelina, la posizione dei banditi si aggraverebbe?

R: Verrebbero giudicati separatamente anche per quei fatti, rapina e violenza sessuale, e si potrebbe contestare la recidiva specifica infraquinquennale, con ulteriori aumenti di pena.

AVV.TOMMASO ROSSI

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One Response

  1. Google Alert – MECCANICA NEWS – Easy News Press Agency | Easy News Press Agency

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