Pensione di invalidità per danni permanenti da cellulare: è malattia professionale

ANCONA, 24 OTTOBRE ’12- Ritorniamo su questo importante ed irrisolto argomento perchè il 12 ottobre scorso la Corte di Cassazione – Sezione del Lavoro – ha depositato la sentenza in cui si riconosce l’assegnazione di una pensione di invalidità per danni permanenti causati dall’abuso del cellulare considerandoli come malattia professionale .
Il fatto riguarda l’ex dirigente d’azienda di una multinazionale bresciana Innocente Marcolini che ha imputato all’uso eccessivo del cellulare per motivi di lavoro l’insorgenza di un neurinoma del nervo trigemino ,tumore benigno che nasce dalle guaine delle diramazioni nervose .La diagnosi risale all’estate del 2002 quando il manager si alza una mattina accusando un formicolio al mento come se fosse stato anestetizzato. Rivoltosi al pronto soccorso tra i vari accertamenti veniva eseguita anche una risonanza magnetica del cranio che evidenziava una neoformazione rotondeggiante a livello del ganglio di Gasser sede ove ha origine del nervo trigemino costituito da tre rami a prevalente componente sensitiva che innervano tutta l’emifaccia corrispondente .Il manager grazie ad alcune sue riminiscenze scolastiche in cui erano stati evidenziati alcuni effetti negativi delle onde elettromagnetiche , relazionava la malattia con il suo grande uso del telefono cellulare e cordless per lavoro; per 12 anni cinque o sei ore al giorno continuativamente senza mai usare il viva voce .Nel suo cammino il Marcolini è stato accompagnato dalla competenza di due luminari : il Prof. Giuseppe Grasso neurochirurgo di Brescia e il Prof. Angelo Gino Levis ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova .

La sentenza, ovviamente, ha un grande valore per la tutela della salute, bisogna ,però, ricordare che il mondo scientifico internazionale non è ancora giunto ad una conclusione definitiva su questo delicato argomento , considerando le onde emesse dai cellulari possibilmente cancerogene per l’uomo e raccomandando di seguire norme prudenziali in attesa che la letteratura mondiale possa fornire dati certi.

DOTT.GIORGIO ROSSI

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