PEDOFILO 60enne ARRESTATO PER AVER PORTATO IN ITALIA UN BAMBINO THAILANDESE SPACCIANDOLO PER SUO FIGLIO

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MILANO, 1 GIUGNO ’13- La storia ha dell’incredibile. Un uomo di 60 anni, dedito a compiere viaggi sessuali in quella che è considerata oggi la patria del turismo sessuale minorile, la Thailandia, circa sette anni fa ha portato con sé in Italia un bimbo di appena tre anni spacciandolo come suo figlio. Il ragazzino ha ormai 10 anni e solo oggi ha scoperto che quell’uomo non è suo padre, il quale aveva falsamente dichiarato all’ambasciata di Bangkok di averlo concepito con una donna del posto e lo aveva successivamente naturalizzato in Italia. Nell’abitazione dell’uomo è stato ritrovata un’ingente quantità di materiale pedopornografico e proprio per questo, dopo un’indagine durata più di un anno, i carabinieri di Milano lo hanno arrestato a seguito dell’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. La segnalazione sarebbe partita da un altro giovane ragazzo che dichiarò di aver subito in passato, quand’era ancora minorenne, delle molestie dall’uomo, spiegando di “non voler che quel bambino subisca quello che ha passato lui”. Sono stati poi i riscontri effettuati sul computer dell’uomo a far scattare l’intervento del Nucleo investigativo di Milano, che sottolinea però che al momento non ci sono ancora prove certe di abusi sul minore da parte del finto padre, anche se ovviamente le ombre in questa triste storia sono davvero tante. Ora il bambino è stato affidato a dei parenti dell’uomo, risultati estranei alla vicenda, e nei prossimi giorni sarà ascoltato, con le dovute cautele, dagli inquirenti per scoprire qualcosa di più sulla sua vita apparentemente normale. La preoccupazione ora ovviamente è solo quella di tutelare nel modo migliore possibile il bambino e di dargli tempo di superare lo choc. Nel frattempo comunque non si deve perdere di vista l’obiettivo di venire a capo di una così sconvolgente vicenda anche per conoscere i mille volti della pedofilia. Fenomeno agghiacciante, in forte espansione, aiutato soprattutto dall’uso di internet, che copre i volti di tantissimi maniaci insospettabili nella realtà. È classificata in ambito psichiatrico come un disturbo del desiderio sessuale, che porta a sviluppare pulsioni erotiche nei confronti di soggetti minori, creature innocenti che mai dovrebbero subire tali violenze. È per questo che va sempre tenuto alto il livello di guardia da parte delle istituzione e delle autorità, per non lasciare mai solo le vittime e per punire adeguatamente i colpevoli.
ALESSIA RONDELLI

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