Panorama pubblica le intercettazioni telefoniche tra Napolitano e Mancino

ROMA, 31 Agosto 2012 -  Dopo molteplici illazioni da parte della stampa nazionale, Panorama ha deciso di pubblicare i contenuti delle telefonate tra Napolitano e Mancino, l’ex Ministro dell’Interno – intercettati dalla Procura di Palermo, nell’ambito della trattativa Stato-Mafia. Nicola Mancino era sotto inchiesta per falsa testimonianza nell’ambito della trattativa Stato-Mafia. Avendo il telefono sotto controllo, la magistratura palermitana ha potuto registrare tutte le telefonate compiute dall’ex Ministro, tra le quali sono emerse quelle con Giorgio Napolitano risalenti al Dicembre 2011.

La vicenda delle intercettazioni – Ovviamente c’è grande curiosità rispetto al contenuto delle stesse, ma avendo la Procura ritenuto che fossero penalmente irrilevanti ai fini dell’inchiesta, non si è proceduto neppure alla sbobinatura e alla trascrizione delle stesse. Napolitano, per di più, riteneva che il pm avrebbe dovuto chiedere al Giudice di disporne la distruzione, per cui ha sollevato un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale. Tale mossa, costringe la Procura di Palermo a non depositare le intercettazioni fin quando la Corte Costituzionale scioglierà il conflitto di attribuzione. E questo potrebbe avvenire anche tra qualche anno.

Il processo del quarto potere – Tuttavia, i giornali non possono aspettare. Per cui hanno iniziato a pubblicare illazioni, più o meno verosimili, sul contenuto delle telefonate. Benché sia difficile capire come possano i giornalisti essere arrivati ad ascoltare quelle telefonate non ancora trascritte, nelle scorse settimane  su Repubblica, sul Fatto Quotidiano e sul Foglio sono comparsi degli articoli più o meno velati,  ovviamente pieni di condizionali, relativi al contenuto delle stesse. Oggi Panorama decide di pubblicarle.

I presunti contenuti delle telefonate – Secondo quanto riportato da Panorama, le telefonate tra Napolitano e Mancino avrebbero riguardato tre punti importanti della repubblica italiana: la fine del governo Berlusconi, al quale Napolitano avrebbe attribuito la distruzione dell’immagine dell’Italia a livello internazionale; il re del populismo giudiziario, Antonio di Pietro,  “impedimento alla costruzione di una cultura garantista e riformista”; infine,  Il Presidente avrebbe espresso «forti riserve sull’operato della procura e sull’apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane».

Le intercettazioni e il diritto alla privacy – La pubblicazione dei contenuti di queste telefonate costituiscono un abuso della stampa dal punto di vista etico, professionale e costituzionale. Innanzitutto, ci si chiede come sia possibile che il settimanale Panorama sia entrato in possesso dei veri contenuti delle telefonate, se non sono neanche state sbobinate e trascritte. Inoltre, non essendo questi contenuti penalmente rilevanti ai fini dell’indagine sulla trattativa Mafia- Stato sarebbe corretto disporne la distruzione immediata, secondo quanto richiesto dal Presidente della Repubblica. Questo per garantire il diritto sacrosanto alla privacy di ogni cittadino e preservare il ruolo istituzionale del Capo dello Stato, il quale non deve temere di esprimere le proprie idee nella vita privata. Se da queste telefonate fossero emersi fatti rilevanti per l’indagine sulla trattativa Mafia- Stato ne sarebbe risultata più comprensibile la pubblicazione, anche se, di fatto, verrebbe comunque intaccato il diritto di difesa dell’indagato. Il garantismo giudiziario, a parere di chi scrive, non rappresenta un ostacolo alla ricostruzione della verità da parte dei Magistrati, ma un forte deterrente al fenomeno del “processo mediatico” quando il processo giudiziario si trova ancora alla fase inquisitoria.

 

CLARISSA MARACCI

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One Response

  1. Ferraioli Arnaldo
    Ferraioli Arnaldo at |

    ma….va….là……

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