Palermo: errore del giudice, annullato arresto di Gaetano Riina

PALERMO, 4 GENNAIO ’12 – La notizia ha dell’incredibile. L’arresto del fratello del superboss di Cosa Nostra Totò Riina, Gaetano – catturato il 14 novembre scorso con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica – è stato annullato. Stando a quanto è stato possibile apprendere, sembra che alla base del provvedimento di annullamento vi sia un grossolano errore di un giudice, il GIP Pasqqualina Paola Laviano, che avrebbe copiato (o magari solo malamente riassunto) le tesi accusatorie della Procura di Napoli incappando in errori e sviste assurde, tipo il non sostituire le parole “questo pm” con “questo giudice”. Per questa ragione il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare nei confronti di Gaetano Riina. Il fratello del super-boss però resta in carcere in quanto arrestato a luglio per associazione mafiosa nell’ambito di un’altra inchiesta.
Questa inchiesta – coordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Napoli Federico Cafiero de Raho e dai pubblici ministeri della DDA Francesco Curcio e Cesare Sirignano – ha accertato che le principali organizzazioni mafiose si spartivano gli affari sporchi dentro ai mercati ortofrutticoli. Inoltre, il clan dei Casalesi alleato con la mafia siciliana, detiene il monopolio del trasporto su gomma. Ora i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli stanno cercando negli atti d’inchiesta, la possibilità di formulare una nuova richiesta di misure cautelari, visto che il Tribunale del Riesame non solo ha annullato l’arresto di Gaetano Riina, ma anche di altri otto indagati tra cui Nicola Schiavone, fratello del capo del clan Casalesi Francesco Schiavone detto Sandokan. Solo tre indagati sono stati scarcerati, gli altri restano in carcere in virtù di altre ordinanze.

TALITA FREZZI

D: In quali casi un’ordinanza di custodia cautelare può essere annullata?

R: Quando viene emessa una ordinanza di custodia cautelare il difensore dell’indagato ha dieci giorni di tempo per depositare richiesta di riesame al Tribunale del Riesame (c.d. Tribunale della Libertà) che valuta nella legittimità e nel merito del provvedimento. Punto centrale di una ordinanza cautelare deve essere una adeguata motivazione circa i motivi che richiedono l’applicazione di una misura cautelare. La Cassazione si è spesso pronunciata sul punto, ritenendo che si possa sì fare una serie di riferimenti “per relationem” alla richiesta del PM (come in questo caso), ma comunque l’ordinanza non può essere una pedissequa riproposizione della stessa richiesta, senza alcun vaglio di controllo da parte del GIP, proprio del suo ruolo. E’ questo il motivo per cui l’ordinanza in questo caso è stata annullata.

D: Se l’arresto viene annullato, perché il boss resta in carcere?

R: Anzitutto va precisato che non è stato annullato l’arresto, bensì l’ordinanza che ha applicato la misura cautelare della custodia cautelare. Il boss resta in carcere perchè su di lui gravano altri provvedimenti restrittivi per differenti processi. Altrimenti, dopo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, sarebbe stato immediatamente rimesso in libertà.

D: Potranno essere presi provvedimenti disciplinari nei confronti del GIP che ha così grossolanamente sbagliato?

R: Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che è l’organo di autogoverno e autocontrollo dei Giudici e Magistrati, potrebbe avviare un’indagine ed eventualmente prendere provvedimenti disciplinari nei confronti del magistrato, anche se di regola c’è una certa (eccessiva) riluttanza a punire in maniera adeguata errori così gravi.

AVV.TOMMASO ROSSI

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