Padova, furto finisce nel sangue: tabaccaio spara e uccide il bandito

PADOVA, 26 APRILE ’12 – Sangue a Civè di Corezzola, in provincia di Padova, dove un tabaccaio ha ucciso un ladro che nelle prime ore di questa mattina stava tentato un furto, unitamente ad alcuni complici, nell’esercizio commerciale. Il tabaccaio, che vive proprio sopra al negozio, avrebbe udito rumori sospetti provenire dai locali sottostanti ed è sceso a vedere armato di pistola. L’uomo avrebbe sparato un colpo, forse a scopo intimidatorio, ma un membro della banda è stato ferito ed è morto poco dopo. Il corpo della vittima sarebbe stato trovato ad una quarantina di metri di distanza dalla tabaccheria. Si tratterebbe di uno straniero ma al momento non è stato possibile identificarlo poiché senza documenti. Gli altri tre complici sarebbero riusciti a fuggire a piedi lasciando sul posto una Fiat Punto, l’auto che è poi risultata essere stata rubata a Padova, con la quale sarebbero dovuto scappare con la refurtiva. Questa al momento è la ricostruzione fatta dai carabinieri del nucleo investigativo di Padova, sul posto per i primi rilievi, che hanno ascoltato il racconto del tabaccaio allo scopo di ricostruire l’accaduto. Gli agenti avrebbero inoltre fermato un uomo, uno straniero, che si aggirava poco distante dal negozio finito nel mirino dei ladri. Condotto in caserma potrebbe trattarsi di uno dei componenti della banda. Al momento sono in corso le ricerche degli altri membri del gruppo e non sono state formulare ipotesi di reati nei confronti del tabaccaio.

ELEONORA DOTTORI

D: Nel nostro ordinamento è vietato fare fuoco per difesa personale?

R: L’uso delle armi da fuoco per difesa personale non è escluso nella misura in cui detta difesa sia considerata “legittima” dal nostro ordinamento, cioè proporzionata alla messa in pericolo della propria incolumità personale. Quando si ravvisa un’ipotesi di “legittima difesa”, il soggetto che la esercita non è punibile. La modifica di legge introdotta nel 2006 ha stabilito che, laddove vi sia una violazione del domicilio, sussiste il rapporto di proporzione quando il proprietario usi un’arma regolarmente detenuta per la salvaguardia della
propria o la altrui incolumità o anche dei beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

D: Quando si può parlare di legittima difesa e quando si ha un eccesso della stessa?

R: La punibilità del soggetto che agisce per legittima difesa è esclusa quando lo stesso si trova a dover reagire contro un pericolo attuale e imminente di un’offesa ingiusta alla propria incolumità o ai propri beni. La reazione difensiva deve essere però “proporzionata” all’offesa compiuta o che sta per essere compiuta. Quando tale proporzione non c’è, il soggetto che reagisce per difendersi incorre in eccesso colposo di legittima difesa e la sua reazione, se provoca un’offesa, non è più giustificata dall’ordinamento, divenendo lo stesso responsabile del relativo delitto, nella sua forma colposa.

D: Rispetto alla fattispecie di omicidio colposo come può incidere una ventilata legittima difesa?

R: Quanto si procede per omicidio colposo, ove si ritenga sussistente una difesa legittima e, quindi, proporzionata, posta in essere dall’omicida, quest’ultimo deve dichiararsi non punibile.

D: Quindi in questo caso il tabaccaio rischia l’incriminazione per eccesso colposo di legittima difesa?

R: In realtà, a mio avviso, secondo quanto emerge dalla prima ricostruzione filtrata dalle agenzia, il tabaccaio sembrerebbe aver fatto fuoco senza reagire ad un pericolo di aggressione. Potrebbe quindi scattare l’accusa per omicidio volontario. Si tratterà di capire se, come sembra abbia dichiarato il tabaccaio, si sia trattato di un errore nel tentativo di esplodere un colpo intimidatorio. In quel caso potrebbe rispondere di omicidio colposo.

AVV.TOMMASO ROSSI

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