Ostie a base di LSD e vecchine sballate. Arriva la polizia, “la messa è finita”


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CAMPOBASSO, 23 FEBBRAIO ’12 – La notizia riportata da una testata locale abruzzese ha destato incredulità e sarcasmo, e non poteva essere altrimenti visto che quanto sarebbe accaduto domenica scorsa, nella chiesa di Santo Spirito a Campobasso, sembra la scena clou di un film comico. Per errore infatti, le ostie destinate ai fedeli sarebbero state preparate con farina allucinogena provocando le visioni a chi le ha assunte. Ecco allora che alcuni gridavano di vedere i santi, altri che abbracciavano il crocefisso e due vecchine che avrebbero inseguito e preso a borsettate il parroco, don Achille, al grido “Lei è il demonio” tanto da costringerlo a nascondersi nella sagrestia. A dare l’incredibile notizia, sulla cui veridicità al principio si è dubitato, è stato Abruzzo24ore che ha confermato quanto scritto. Stando a quanto riportato sul giornale si sarebbe trattato di un caso di intossicazione alimentare provocato da farine di cereali contaminate dal principio base dell’Lsd. La farina utilizzata per preparare le ostie sarebbe quindi stata contaminata da questa sostanza, i cui risultati si sono fatti vedere in pochi minuti e con gli effetti descritti. Per riportare ordine nella chiesa è dovuta intervenire la polizia che ha avuto il suo bel da fare per sgomberare i locali e placare gli animi delle vecchine sballate. L’arcidiocesi di Campobasso-Bojano, dal canto suo, ha smentito la notizia. Certo che se di una bufala si è trattato, complimenti per la fantasia.

ELEONORA DOTTORI

D: Di che cosa potrebbe essere accusato chi ha preparato le ostie allucinogene?

R: Di avvelenamento colposo di sostanze alimentari, pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni. In effetti come potete rileggere nel nostro focus (http://www.fattodiritto.it/gli-stupefacenti-e-l’uomo-nei-secoli-10puntatala-nascita-delle-droghe-dell’eta-moderna/ ), Lsd è un derivato dagli alcaloidi di un fungo parassita (chiamato “ergot” o “sclerozio”) della segale cornuta che è un cereale, da cui potrebbe essere stata tratta questa farina.

D: Se la notizia fosse falsa cosa rischierebbe la testata che l’ha pubblicata?

R: Rischierebbe una denuncia per diffamazione a mezzo stampa da parte della Diocesi, del Vescovo e del Parroco. Il reato di diffamazione punisce con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 1032 euro chiunque offende l’onore o il decoro di altri comunicando con più persone. La pena è aggravata (reclusione fino a due anni o multa fino a € 2065) se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto specifico e determinato ed è ulteriormente aggravata se la diffamazione è compiuta a mezzo stampa, media televisivi o internet. Per quanto riguarda la diffamazione a mezzo stampa, esclude il reato il c.d. “diritto di cronaca” purchè sussistano contemporaneamente tre condizioni: che la notizia data sia vera, che esista un interesse pubblico alla conoscenza di quei fatti e che siano rispettati i limiti in cui tale interesse sussiste mantenendo l’informazione entro i confini dell’obiettività.

AVV.TOMMASO ROSSI

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2 Responses

  1. Corrado Zattra
    Corrado Zattra at |

    Ridiamoci su…

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    1. Corrado Zattra
      Corrado Zattra at |

      Meglio non rischiare ahahah

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