Orrore nella periferia di Milano: anziano ucciso a morsi da cani randagi

MILANO, 3 MARZO ’12 – Non ce l’ha fatta Gaetano G., 74 anni, aggredito e dilaniato nel tardo pomeriggio di ieri da un branco di cani randagi di grossa taglia alla periferia di Milano. L’uomo, originario di Como, era andato a trovare degli amici in via Martirano, nel quartiere Baggio, ma trovandoli ancora al lavoro aveva deciso di fare una passeggiata nella zona, rurale, ma con strade asfaltate e un discreto via vai di residenti e non solo. Improvvisamente il 74enne si è trovato davanti un branco di cani, cinque o sei, a sbarrargli il passaggio che lo hanno aggredito senza neppure lasciargli il tempo di chiedere aiuto. Lo hanno morso dappertutto, alle gambe, al viso e anche alle braccia tanto che l’uomo è caduto a terra in balia dei randagi. Un automobilista si sarebbe accorto dell’aggressione e nel tentativo di disperdere i cani ha suonato il clacson con vigore, più volte, ma niente da fare. Solo l’arrivo di un contadino, Angelo 66 anni, che era poco distante intento a zappare un terreno riesce a far scappare gli animali con l’aiuto di un bastone. A terra era rimasto Gaetano G. ancora in vita ma nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi l’uomo è morto in serata all’ospedale San Raffaele, raggiunto in eliambulanza, probabilmente non a causa dei morsi dei cani, le cui ferite avevano impressionato i soccorritori, ma per via delle conseguenze che l’attacco può aver avuto sul corpo di un uomo di 74 anni e per il grosso spavento. Sul luogo dell’aggressione la polizia locale ha fatto arrivare una squadra di accalappiacani che non sono riusciti a catturare i cani. Al momento si esclude che siano di proprietà dei nomadi che vivono in due campi non lontani dal luogo dell’aggressione. Nella zona alcuni residenti hanno dei cani ma tutti erano legati o comunque sistemati all’interno di recinti. L’aggressione è inusuale in questa zona ma pone il problema del randagismo al centro del dibattito visto che qualche giorno fa a Collesalvetti, in provincia di Livorno, un camionista è stato sbranato e ucciso da un branco di randagi. (leggi l’articolo http://www.fattodiritto.it/camionista-sbranato-e-ucciso-da-un-branco-di-cani/)

ELEONORA DOTTORI

D: In Italia esiste una legge sul randagismo?

R: In Italia la legge 281 del 1991 disciplina la tutela degli animali da affezione e la prevenzione dal randagismo. In particolare è previsto che i cani vaganti ritrovati o catturati non possono essere soppressi né destinati alla sperimentazione; i cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono restituiti al proprietario o al detentore; i cani vaganti non tatuati catturati, nonche’ i cani presso le strutture devono essere tatuati; se non reclamati entro il termine di 60 giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste, previo trattamento profilattico contro la rabbia, l’echinococcosi e altre malattie trasmissibili. I cani ricoverati nelle strutture appositamente previste possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari e soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità.

Se la legge 281 del 1991 non contiene prescrizioni per i Comuni di obbligo di vigilanza o di custodia specifica sui cani randagi nè si attribuisce ad essi la proprietà (come diversamente avviene per gli animali selvatici espressamente facenti parte del patrimonio indisponibile delle Regioni), in ogni caso nelle ipotesi di danni causati da cani randagi, non sono mancate sentenze che hanno riconosciuto in capo alla Pubblica Amministrazione (es. Comune) (a volte anche in via solidale con le AUSL) la responsabilità civile per i danni causati dai cani randagi qualora abbia omesso o trascurato di adottare i provvedimenti e le cautele necessarie a rimuovere ed eliminare il potenziale pericolo rappresentato da questi animali.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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