Orrore a Homs, in Siria: trovati copri di bambini e donne mutilati. Nel sud del Paese esplode un’autobomba

BEIRUT, 13 MARZO ’12 – Sono corpi di bambini e donne mutilati quelli scoperti ieri mattina a Homs, una delle città più grandi della Siria. Non è nota l’identità di chi ha compiuto il massacro ma si sa che le vittime appartenevano ad alcune famiglie dei quartieri a maggioranza sunnita. Si tratta di 47 corpi, donne e bambini, finiti in un video su internet per mano degli attivisti anti-regime che accusano le milizie vicine al presidente siriano Bashar al-Assad di aver ucciso civili innocenti. Sembra che queste persone siano riuscite a fuggire in seguito ad un bombardamento avvenuto nella notte, da parte dell’esercito governativo, in alcuni quartieri della città a poca distanza da Nuzha, area a maggioranza alawita, gruppo religioso di cui lo stesso presidente Assad fa parte come d’altronde i clan saliti al governo della Siria da 40 anni a questa parte. Il regime lascia ogni commento ad un comunicato in cui si legge che del massacro sarebbero responsabili non meglio precisati terroristi i quali, una volta sequestrato, ucciso e mutilato i civili, avrebbero inviato alla tv arabe i filmati con l’intento di accusare le autorità.

I bambini siriani: un’infanzia negata.

Stando alle prime analisi effettuati sui corpi ritrovati ieri mattina a Homs, sarebbero stati identificati 12 cadaveri tra cui quelli di bambini, tra i cinque e i sei anni, e di alcune donne. La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo provocando sgomento e indignazione. Save the Children Italia ha commentato con durezza la notizia sottolineando che moltissimi bambini hanno già perso la vita in Siria e che altri vivono quotidianamente sotto la minaccia di violenze. Bambini che hanno bisogno di aiuto, subito. L’organizzazione spiega inoltre che molte famiglie sono state costrette a lasciare il Paese e rifugiarsi in Libano, e che la popolazione non ha più acqua, cibo, e medicine. Save the Children si è dovuta spostare anche fuori dai confini della Siria per prestare soccorso ai profughi, soprattutto ai bambini costretti a convivere on bombardamenti e sparatorie, lontani dalla famiglia che il più delle volte non rivedranno mai più. Save the Children ha lanciato una campagna “Stop the killing” per fermare l’eccidio dei bambini siriani e fanno sapere di aver bisogno “che tutti si uniscano a noi per chiedere la fine immediata delle violenze, in modo da poter portare aiuto immediato ai bambini in Siria”.

Autobomba nel sud della Siria.

Intano nel pomeriggio di ieri nel sud del Paese, al confine con la Giordania, un’autobomba è esplosa provocando la morte di una ragazza e ferendo altri studenti di una scuola. Sull’episodio non ci sono altre notizie.

Le reazioni di Usa e Russia.

Il segretario si Stato Hillary Clinton, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha evidenziato il cinismo del presidente siriano Assad nell’accogliere l’inviato dell’Onu e Lega Araba, Kofi Annan, mentre in Siria continuavano i massacri da parte delle forze governative. Grave preoccupazione per la situazione siriana è stata espressa dal ministro degli esteri russo, Dimitri Lavrov, il quale non ha escluso la possibilità di una diffusione del conflitto e di azioni che possano “evocare sostegno al confronto armato e anche un intervento militare straniero”.

ELEONORA DOTTORI

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