Operazione ‘Falsa Politica’, 15 arresti di politici e affiliati alla ‘ndrangheta di Reggio Calabria

SIDERNO (REGGIO CALABRIA), 21 MAGGIO ’12 – La notizia diffusa oggi dalle principali agenzie di stampa e ripresa dal Corriere della Sera è di quelle che fanno scalpore. L’ordinanza del GIP Silvana Grasso ha portato stamane all’arresto di 15 persone, tra politici locali e affiliati alla cosca Commisso, nella città di Siderno. Tra gli uomini arrestati dalla squadra mobile guidata da Gennaro Semeraro, ci sono: un ex consigliere regionale del Pdl, Cosimo Cherubino, 45 anni, un ex consigliere provinciale di Reggio Calabria Rocco Agrippa, 39 anni, l’attuale consigliere comunale di Siderno Domenico Commisso, 37 anni, Antonio Commisso, 39 anni e Giuseppe Tavernese, 38 anni, rispettivamente ex assessore ed ex consigliere comunale di Siderno, nella giunta guidata da Alessandro Figliomeni, attualmente in carcere per associazione mafiosa.

L’operazione “Falsa Politica”. E’ stata così chiamata per via delle parole di Giuseppe Commisso, “u mastru” (il maestro) – “Gli dobbiamo usare la falsa politica a questi qua…”. Infatti, dalla ricostruzione delle indagini sarebbe emerso che gli esponenti della politica di Siderno andavano nella lavanderia di Giuseppe Commisso per chiedergli il permesso di candidarsi, ottenendo in tal modo i consensi necessari del clan. Ovviamente, d’altra parte, il candidato avrebbe dovuto essere fedele alla cosca una volta salito al potere. E’ altresì emerso dalle indagini che gli appartenenti alla cosca Commisso evitavano di esporsi politicamente, in modo da non compromettere il buon esito delle elezioni, segretamente pilotate.  Cosimo Cherubino, 45 anni, è il personaggio più noto di questa vicenda. Laureato in Economia e Commercio Cherubino è direttore dell’Istituto scolastico privato Giacomo Leopardi di Siderno. Otto anni fa venne arrestato per i suoi legami con la cosca Commisso di Siderno. Solo due anni fa, riceveva un avviso di garanzia per voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo le indagini ciò che rendeva sempre vittoriosa la candidatura del direttore era la sua promessa al clan Commisso di salvaguardare l’interesse della cosca, una volta eletto. Nel 2002, infatti, fu eletto consigliere provinciale e dopo tre anni venne eletto a livello regionale nelle fila dello Sdi, con più di 6.000 voti nel collegio di Reggio. In Consiglio regionale ha ricoperto l’incarico di segretario della VI Commissione consiliare “Affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero”, di segretario della Commissione consiliare “Bilancio, programmazione economica e attività produttive”, ed è stato vice presidente della Commissione speciale di vigilanza. Nel 2010, ricandidatosi in Consiglio regionale con il Pdl, non è stato eletto.

Chi sono i Commisso? I Commisso, soprannominati quagghia, sono una delle 150 ‘ndrine calabresi. La cosca è originaria di Siderno, con ramificazioni in Canada, Stati Uniti e Australia.Principalmente è attiva nel narcotraffico, in infiltrazioni negli appalti pubblici e nel settore sanitario. Nel 1987 la cosca uccide Luciano Costa, fratello del capobastone: da allora i Commisso e i Costa sono agguerrite rivali. Nel 2006 i Commisso uccidono infatti Salvatore Salerno, il fratello Agostino Salerno e Rocco Alì, per il loro tentativo di allearsi con i Costa.

CLARISSA MARACCI

 D: In cosa consiste il reato di concorso esterno in associazione mafiosa ?

 R: Il concorrente esterno all’associazione mafiosa è colui che, pur senza essere parte stabile del sodalizio mafioso, conferisce un apporto anche occasionale all’associazione pur sempre finalizzato a rafforzarne l’attività illecita. Dal punto di vista più concreto, la mera “contiguità compiacente” o la “vicinanza” o la disponibilità nei riguardi del sodalizio o dei suoi esponenti, devono in ogni caso essere accompagnate da positive attività che forniscano uno o più contributi utili al rafforzamento o al consolidamento dell’associazione. In parole più semplici, il concorrente esterno è un concorrente eventuale che non vuole far parte dell’associazione e che l’associazione non chiama a far parte, ma al quale l’associazione si rivolge per colmare temporanei vuoti in un determinato ruolo e per superare possibili fasi patologiche di crisi della stessa associazione.  Il contributo quindi può essere anche solo episodico ed  estrinsecarsi in un unico intervento, in quanto ciò che rileva è che quell’unico contributo serva all’associazione per i mantenersi in vita.

D: Cosa prevede il reato di voto di scambio?

 R: Si applica la pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis c.p., cioè la partecipazione ad una associazione a delinquere di stampo mafioso: reclusione da 7 a 12 anni. Il reato punisce chi ottiene la promessa di voti in cambio della erogazione di denaro in occasione di consultazioni elettorali.

 AVV.TOMMASO ROSSI

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