Omicidio Meredith: la Cassazione annulla l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito

26 MARZO 2013- E’ di poco fa la notizia che i giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno annullato la sentenza di appello di assoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati dell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 2007 a Perugia.
In primo grado Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano stati condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione mentre in appello era arrivata la loro assoluzione. Ora nel terzo grado di giudizio disponibile è arrivato l’annullamento della sentenza che è stato disposto con rinvio, pertanto il nuovo processo di appello si celebrerà presso la Corte d’Assise d’appello di Firenze che è competente perchè Perugia dispone di un solo collegio di Corte d’Assise.
La sentenza era già attesa di ieri sera ma è slittata a questa mattina e tra 90 giorni avremo anche le motivazioni di detta decisione.
Il Procuratore Luigi Riello innanzi alla Corte d’Assise di Perugia nella sua arringa finale di ieri aveva chiesto proprio tale epilogo smontando pezzo dopo pezzo l’assoluzione della Knox e di Sollecito concludendo dicendo “
Non cali il sipario su questo delitto sconvolgente e gravissimo. Per questo chiedo che venga annullata l’assoluzione di secondo grado” ed ancora “deve essere annullata (ndr la sentenza di appello) essendo un concentrato di violazioni di legge e un documento di alta illogicità, un raro concentrato di violazioni di legge ”.

 In questo processo sicuramente la scienza è stata protagonista e forse lo sarà ancora. I legali della famiglia di Meredith hanno basato l’accusa su prove biologiche in particolare frammenti di dna su un coltello ritrovato nella cucina di Sollecito e su un gancio strappato dal reggiseno che indossava la ragazza uccisa. Dai test di laboratorio era risultato che il dna isolato dalla lama del coltello combaciava con quello della ragazza uccisa, mentre quello prelevato dal manico apparteneva alla Knox. D’altra parte, dalle analisi venne fuori che il dna ritrovato sul fermaglio del reggiseno di Meredith era quello di Sollecito.
La difesa degli imputati, invece, ha sempre sostenuto l’inaffidabilità dei test scientifico perchè la quantità di dna ritrovato sul coltello e sul reggiseno non era ritenuto sufficiente per permettere un’analisi accurata e con margini di certezza. Inoltre contestavano che il dna isolato dal coltello e dal reggiseno fosse stato contaminato da materiale genetico estraneo.
La Cassazione ha anche confermato la condanna a tre anni a carico di Amanda Knox per il reato di calunnia ai danni di Patrick Lumumba, il congolese da lei inizialmente accusato di essere l’assassino di Meredith. La Cassazione ha dunque rigettato il ricorso dei legali della Knox per questo capo d’imputazione, in ogni caso la condanna a tre anni risulta già scontata perché compresa nel periodo di custodia cautelare trascorsa in carcere dalla studentessa americana prima di essere assolta in appello.

Fatto & Diritto” si è occupato di questo processo lungo tutte le sue tappe, spesso anche molto mediatiche, qui di seguito i nostri approfondimenti:

http://www.fattodiritto.it/perugia-omicidio-meredith-ergastolo-per-sollecito-e-amanda-knox/

http://www.fattodiritto.it/processo-di-perugia-chi-ha-ucciso-meredith/

http://www.fattodiritto.it/il-processo-di-perugia-cronistoria-di-unassoluzione/

http://www.fattodiritto.it/depositati-i-motivi-della-sentenza-di-perugia-amanda-e-raffaele-due-bravi-ragazzi/

D: Che cosa significa annullamento con o senza rinvio?

R: La Corte di Cassazione decide sulla base degli atti a sua disposizione senza valutare il merito dei fatti ma la legittimità, cioè l’aderenza alla legge e la logicità della motivazione di una sentenza (come in questo caso)  o di un’ordinanza impugnata. La Cassazione può confermare il provvedimento che diventa definitivo, oppure annullarlo, in tutto o in parte. L’annullamento può essere senza rinvio, ed è la stessa Cassazione ha procedere all’irrogazione del provvedimento che ritiene necessario; oppure con rinvio al Giudice che ha pronunciato il provvedimento, che deve provvedere uniformandosi ai principi di diritto decisi dalla Cassazione nella sentenza di annullamento. Inoltre in caso di annullamento con rinvio di una sentenza  della Corte di appello (come in questo caso), il giudizio è rinviato ad un’altra sezione della stessa corte o in mancanza a quella più vicina (in questo caso Firenze).
La Suprema Corte ha una funzione di giudice di ultima istanza e anche funzione c.d. nomofilattica. L’aggettivo “nomofilattico” deriva dal greco e si intende la funzione di garantire l’esatta ed uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale.
Tale funzione è attribuita dal nostro ordinamento alla Corte di Cassazione che deve, da un lato, garantire l’attuazione della legge nel caso concreto e dall’altro fornire indirizzi per un’interpretazione uniforme (attraverso uniformità della giurisprudenza) per mantenere una unità dell’ordinamento giuridico.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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