Omicidio di Serena Mollicone: dopo 11 anni viene rilevato in incidente probatorio il DNA del probabile assassino.

ROMA, 15 MAGGIO ’12 – Dopo undici anni le indagini sono finalmente vicine alla soluzione dell’omicidio di Serena Mollicone, la ragazza diciottenne misteriosamente scomparsa il 1 giugno 2001 da Arce, grazie ai risultati dell’incidente probatorio disposto dal GIP del Tribunale di Cassino, rilevanti tracce di DNA appartenenti al probabile assassino.

Il delitto. Tutto accadde 11 anni fa, quando Serena Mollicone, diciottenne residente in un piccolo paesino del Frusinate, si era recata all’ospedale di Isola del Liri per una radiografia assentandosi da scuola. Serena avrebbe dovuto incontrare il fidanzato a Sora alle 14, ma a quell’appuntamento la ragazza non si è presentata. Il corpo di Serena Mollicone, fu ritrovato due giorni dopo, in un boschetto del frusinate, con mani e piedi legati e la testa incappucciata in un sacchetto di plastica. Nessun indizio riguardanti le ore di scomparsa della ragazza, ad eccetto di una telefonata di un uomo a Chi l’ha visto, che dichiarava di averla vista mangiare una pizza nel centro del paesino insieme ad un’amica. Al tempo, gli inquirenti non trovarono segni di violenza sessuale, né di colluttazione. La giovane sarebbe stata colpita al capo in un altro luogo e poi trasportata nel bosco ancora in vita. La morte sarebbe dunque sopravvenuta per asfissia, dopo una lunga agonia.

L’incidente Probatorio. I nuovi elementi emersi nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti al GIP del Tribunale di Cassino (Dott.Cassino Valerio Lanna) sono : una impronta digitale sul nastro isolante utilizzato per bloccare le mani e i piedi di Serena Mollicone e tracce di sudore e sangue sul pantalone e sul maglioncino indossato dalla ragazza. Al termine dell’incidente probatorio sono stati individuati due profili misti di Dna maschile «utilizzabili per confronti» sui vestiti indossati dalla ragazza.

Il Perito. Il professor Novelli, perito incaricato dalla Procura, ha parlato di una “chiara firma involontaria dell’assassino”, riferendosi all’impronta papillare ritrovata sul nastro isolante. Anche la traccia di sudore rilevata sul pantalone della vittima potrebbe appartenere a chi l’ha uccisa o a eventuali complici.

Gli indagati. Al termine dell’udienza il gip ha ritrasmesso tutti gli atti alla Procura che dovrà effettuare gli esami del Dna su 5 dei 6 indagati: l’ex fidanzato Michele Fioretti, la madre Rosina Partigianoni, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola ed il figlio Marco. Dovrà inoltre essere comparato il Dna del brigadiere Santino Tuzzi, che si sparò nel 2008 perché – come sospetta l’accusa – sapeva chi aveva ucciso Serena. Esito negativo del test del Dna per l’appuntato dei carabinieri Francesco Suprano, che si era sottoposto volontariamente al prelievo di un campione genetico.

Ulteriori elementi. Tra le conclusioni della perizia c’è un altro elemento che potrebbe essere decisivo per la ricostruzione di quello che avvenne nel lontano 2001. Sui vestiti sono stati trovati dei licheni, funghi che non crescono a Fontecupa, dove il cadavere di Serena è stato ritrovato. E’ dunque probabile che Serena sarebbe stata uccisa in un altro luogo, ma il suo cadavere sia stato trasportato nel bosco per occultarlo.

CLARISSA MARACCI

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